Seguici su

Alessandria

Fermato il serial killer Bartolomeo Gagliano, fuggito da Genova su un Panda verde

Redazione Quotidiano Piemontese

Pubblicato

il

bartolomeo-gaglianoVenerdì 20 dicembre il killer di Savona è stato catturato a Mentone, in Francia, a pochi chilometri al confine con l’Italia. Bartolomeo Gagliano, evaso dal carcere di Marassi durante un permesso premio, è stato fermato dall’Interpol. Ora, è prossimo al trasferimento in cella. I fatti: le forze dell’ordine, nei giorni scorsi si sono impegnate nella ricerca di Gagliano, serial killer ligure di 55 anni, in fuga dopo il mancato rientro in carcere successivo alla licenza premio.  Gagliano era in possesso di una pistola e una delle ultime volte era stato visto a bordo di una Fiat Panda Van di colore verde con paraurti e specchietti neri targata CV848AW. Gagliano è accusato di tre omicidi di due prostitute e un uomo.  Ora anche di evasione e rapina. Ha fermato all’alba di giovedì 18 dicembre un automobilista a Savona, minacciandolo con una pistola facendosi accompagnare in auto a Genova dove sarebbe dovuto rientrare in carcere . Giunto in via De Marini nella zona vicino alla Lanterna è sparito nel nulla abbandonando l’automobilista.

Si supponeva si nascondesse in Piemonte.

La zona di Genova in cui si sono perse le tracce di Bartolomeo Gagliano

Visualizzazione ingrandita della mappa

Gagliano prima di partire verso Genova , ha caricato in auto tre borse. Era il suo terzo permesso premio per motivi familiari: per andare a trovare la madre a Savona. Gagliano ha con ogni probabilità deciso all’ultimo momento di non rientrare nella casa circondariale dopo il permesso premio: martedì pomeriggio era stato al dipartimento di salute mentale di Genova che lo seguiva da tempo. Poi ha fatto visita alla madre a Savona.

Polizia e Carabinieri considerano l’evaso molto pericoloso dato che la sua storia giudiziaria è costitutita da tre omicidi e un tentato omicidio, ma anche da rapine, detenzione di armi, possesso di sostanze stupefacenti, aggressioni ed estorsioni. E’ comunque stato  giudicato totalmente infermo di mente. Nel 1981 uccise a Savona a soli 22 anni a colpi di pietra sul crano la prostituta Paolina Fedi, di 29 anni. Dopo l’arresto e la condanna evase nel 1989, uccidendo poi poco un transessuale uruguayano e un travestito e ferendo gravemente una prostituta insieme al complice, Francesco Seddaanche lui ligure, morto a 36 anni nel 1994. La sua firma sugli omicidi era un colpo di pistola alla bocca della vittima. 

Il racconto dell’evasione di Bartolomeo Gagliano secondo il sito della Polizia di Stato

Erano da poco passate le 6.00 e stava ormai ultimando le consegne per conto del panificio dove lavora a Savona, quando è stato avvicinato da un individuo che, sotto la minaccia di una pistola, lo ha costretto a risalire in auto per recarsi a Genova. Prima di lasciare Savona, però, ha obbligato la vittima a caricare in auto tre borse. Durante il viaggio il rapinatore, tra le altre cose, ha confidato di aver bisogno di un passaggio fino a Genova per far rientro al carcere di Marassi entro le 9.00. Una volta arrivati nel capoluogo ligure, ha fatto scendere la vittima in via De Marini e si è allontanato a bordo dell’auto. Sul posto è intervenuta la volante del Commissariato Cornigliano. Gli agenti, grazie al racconto del rapinato, sono riusciti a risalire all’identità di un savonese di 55 anni, detenuto presso il carcere di Marassi e in permesso premio a Savona, che avrebbe dovuto far rientro proprio quella mattina entro le 9.00. Le indagini dagli uomini del Commissariato Cornigliano hanno consentito di accertare la responsabilità del 55enne, che è stato segnalato in stato di irreperibilità per il reato di rapina, non avendo fatto rientro in carcere.

Per il ministro Cancellieri l’evasione di Bartolomeo Gagliano è un fatto gravissimo

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri in relazione all’evasione di Bartolomeo Gagliano, detenuto in permesso premio dalla Casa circondariale di Genova-Marassi, dichiara quanto segue: “Si tratta di un episodio gravissimo che richiede un accertamento molto rigoroso. Inutile negare che questo rischia di essere un duro colpo a quanto stiamo facendo per rendere il carcere un luogo più civile e in grado di assolvere alla propria funzione rieducativa. Faremo chiarezza ed individueremo eventuali responsabilità. Fatti di questo genere non possono e non devono accadere.”

Iscrivi al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese