Turismo nella Granda: oltre mezzo milione di viaggiatori ma troppe barriere architettoniche

grandaOltre mezzo milione di turisti ogni anno visitano il territorio della Granda, curiosi di conoscere e approfondire le sue peculiarità. Turisti alla ricerca di borghi tipici, luoghi maestosi e itinerari ricchi di storia e di arte, per un viaggio alla scoperta di cultura, natura e gastronomia, sapori unici, piatti tipici e vini di eccellenza. Ai visitatori, che provengono da Paesi diversi ma che sanno apprezzare la qualità dell’ospitalità cuneese, è rivolta l’edizione 2014 dell’Annual degli eventi, realizzata da +Eventi edizioni su incarico dell’Ente camerale. La pubblicazione, in lingua francese, inglese e tedesca, si propone di esprimere l’invito a programmare una visita, un soggiorno, scegliendo il mese più adatto alle proprie esigenze, nell’ampio panorama che il calendario degli eventi scandisce. I numeri danno ragione all’iniziativa programmata dalla Camera di commercio. Dall’analisi delle specificità esistenti – evidenzia Ferruccio Dardanello, presidente dell’Ente camerale – possiamo individuare strategie capaci di incrementare arrivi e permanenza dei turisti sul territorio, forti delle scelte che in questo ambito stiamo portando avanti, grazie anche alla condivisione di progetti, come il Comitato per il turismo outdoor, con attori di primo piano in ambito provinciale, quali la fondazione Crc e le due Atl”.
I numeri diventano importanti, soprattutto se letti in questi anni di crisi, numeri capaci di alimentare 1 milione e mezzo di pernottamenti e di attivare, sul territorio, un giro di affari di quasi 450 milioni di euro. La ricerca, realizzata da Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche), guarda a tre percorsi specifici generati dal movimento dei turisti nel cuneese e che hanno come base le zone montane, le località termali e l’aeroporto di Levaldigi. Ovunque il trend è in crescita, a partire dal 2005, tanto che Cuneo occupa il terzo posto di una graduatoria regionale guidata da Torino e dal Verbano Cusio Ossola in seconda posizione. In montagna i dati sono condizionati dalla presenza delle seconde case, soprattutto per l’utenza italiana. La clientela media fa rilevare una prevalenza maschile, con persone tra i 40 e i 50 anni, desiderose di svolgere attività sportiva, in particolare lo sci, ma interessate anche al trekking, attratte dall’enogastronomia e dalle produzioni tipiche. Tutte positive, anche se non esaltanti, le valutazioni, seppur con una critica alla carenza di attenzione verso la presenza di infrastrutture che eliminino i disagi per i portatori di handicap.
Più facile da inquadrare il movimento verso le località termali, Lurisia, con apertura annuale, Valdieri, da maggio a settembre, Garessio, da giugno a settembre. Numerosi gli hotel con centro benessere. In questo caso le valutazioni, positive per ospitalità e pulizia, ma soprattutto per la buona disponibilità di aree verdi, individuano come carenza l’insufficiente disponibilità di wi-fi gratuito.
Il servizio aeroportuale di Levaldigi fa la sua parte. Nel 2012 i passeggeri sono stati 236.000, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Continua il trend di crescita che, per l’anno in corso, si attesta sui 300mila passeggeri circa. La Granda, stando alle indagini, ha ancora un lungo percorso da compiere, nel potenziamento del turismo della natura, del gusto, della scoperta, con proposte mirate, veicolate attraverso tutti i canali possibili, internet compresa. Di qui la necessità di aprire le strutture ricettive alle connessioni wi-fi, ai portali di promo-commercializzazione, ai social network, non ancora utilizzati in modo efficace.