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Torino

Autoporto di Susa, il nuovo cantiere della discordia

Redazione Quotidiano Piemontese

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cantiere-susa-2-orto-autoportoNon c’è pace per la Val Susa. Con le proteste per il cantiere della Tav Torino-Lione sempre in agguato, un altro progetto rischia di complicare la situazione già molto tesa. Si tratta del nuovo autoporto di Susa, un parcheggio monstre per camion e merci che, nelle intenzioni della Sitaf, azienda che gestisce la A32 Torino-Bardonecchia, dovrebbe essere posizionato in un triangolo di terreno di circa 68 mila metri quadri tra l’autostrada e la statale 25 del Moncenisio, all’altezza di San Didero.
Un progetto faraonico da oltre 86 milioni di euro, di cui 63 già stanziati all’interno dei lavori per la Tav, e che dovrebbe portare, nei giorni di punta, un traffico di automezzi di circa 1.720 veicoli, 770 dei quali pesanti.
Un’area di sosta per 300 tir, una stazione di servizio con ristorante, magazzini e, soprattutto un nuovo svincolo con rotatoria per connettersi alla A32. Gli ambientalisti sono preoccupati, oltre che per la maggiorata concentrazione di smog e Pm10 in arrivo, anche dall’impatto visivo di così importanti infrastrutture.
I progettisti rispondono con due rampe di ingresso e uscita con un nuovo viadotto, per non interferire con il corso del fiume sottostante e due antenne alte circa 27 metri simili a quelle dello “Juventus Stadium”.
I lavori dureranno circa un anno, ma l’opposizione dei sindaci della zona pare cosa certa ed è probabile che, oltre alle obiezioni nelle sedi burocratiche, si passi poi ad azioni dimostrative e cortei.

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