Dopo le proteste dei Forconi, a Torino in piazza Derna resiste un presidio: nasce il welfare di strada – video

forconi-presidio-piazza-derna-torinoI ragazzi del presidio di piazza Derna ci tengono a specificarlo, «Non chiamateci forconi, siamo semplici cittadini». In una zona periferica di città dove gli spazi di aggregazione si limitano a qualche fast food e un centro commerciale, le panchine di piazza Derna da qualche tempo hanno visto nascere un nuovo movimento, i ragazzi di Piazza Libera Derna. Due tende, qualche tricolore, cartelli con gli articoli della costituzione ben piantati nelle aiuole e la rabbia di giovani e meno giovani che si vedono privati di un futuro dignitoso. Stefano, ma tutti al presidio lo chiamano Geox, è una delle anime della piazza «Quando i forconi del 9 dicembre hanno smontato le barricate e i presidi, qui abbiamo deciso di restare e provare a costruire un percorso di lotta duraturo nel tempo, lavoriamo nel sociale, ascoltiamo i problemi della gente e se possiamo cerchiamo di dare una mano. Le richieste sono sempre le stesse, lavoro e un tetto sotto cui vivere». Non c’è spazio per l’ideologia politica, perché qui il sistema nel suo complesso è il nemico; al presidio si lavora sui problemi concreti di chi, come Anna, superati i sessant’anni deve mettere insieme il pranzo con la cena, perché quei pochi soldi a disposizione servono per trasporti troppo cari per andare a pulire le scale, nella disperazione di chi ha sempre campato per lavorare. Italiani e stranieri qui è accolto chiunque non riesca ad arrivare a fine mese, perché ci dicono, «Solo stando assieme riusciremo a cambiare qualcosa». E qualcosa effettivamente sta cambiando perché sabato 29 marzo, in occasione della giornata di mobilitazione regionale per il diritto all’abitare, i presidianti di piazza Derna sono scesi in corteo con le famiglie che, a poche centinaia di metri, occupano le palazzine di Pietra Alta o le case di borgo San Paolo. Nella totale indifferenza delle Istituzioni, dalle periferie della città più impoverita d’Italia sta nascendo un welfare di piazza, una sorta mutuo soccorso che vuole gridare la propria indignazione ai responsabili di questa situazione. E sabato arriva il Presidente Renzi a Torino, chissà che non vogliano dirglielo di persona.



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