Il finto manifesto di Chiamparino realizzato dai #NoTav che ha invaso Torino – il testo completo

manifesto-chiamparino-notavQuesta mattina sono apparsi per le strade di Torino decine di manifesti elettorali a firma del candidato alla presidenza della Regione Sergio Chiamparino. Una lunga lettera che l’ex sindaco avrebbe scritto ai cittadini parlando di Tav e promettendo impegni per la realizzazione e pugno duro contro chi la ostacola. I manifesti riportano anche il simbolo del Pd e molti cittadini si sono fermati a leggerli prendendoli per buoni. Leggendo però il testo con attenzione ci si accorge che è un falso, realizzato dagli attivisti NoTav. Qui di seguito riportiamo il testo completo della finta lettera. I manifesti sono stati affissi anche sugli spazi destinati alla campagna elettorale, quindi è probabile che verranno presto rimossi. Dopo il testo trovate una breve fotogallery che mostra il manifesto nel dettaglio.

Cari Piemontesi, dopo un’esperienza molto gratificante e remunerativa al timone della Compagnia di Sanpaolo, ritengo sia mio dovere ritornare sulla scena politica della nostra amata regione: siete la mia famiglia e avete bisogno di me. E proprio come un padre con i suoi filgli, voglio intanto condividere con voi una mia grande preoccupazione.
Ciò che mi affligge è l’avversione sempre più manifesta e diffusa contro il Partito che io rappresento, il Partito Democratico. Non si contano i gesti di ostilità che ci hanno colpito:  ultimi in ordine di tempo i tafferugli durante il corteo del Primo maggio e prima i numerosissimi danneggiamenti delle nostre sedi, non solo a Torino ma in tutta Italia. Perhè tanto odio?
E’ presto detto: siamo accusati di essere i mandanti morali dell’arresto di quattro pericolosi terroristi NoTav e delle tante iniziative giudiziarie che la procura torinese sta conducendo con coraggio e abnegazione contro quei violenti che si nascondo tra gli oppositori dell’alta velocità. Cari piemontesi: il Pd si è schierato senza induggi a favore dell’alta velocità perchè questa è un’opera di straordinaria importanza che garantirà alla nostra città e alla nostra regione un posto in prima fila sul palcoscenico europeo. Ma non è solo per questo che invochiamo il pugno di ferro contro chi vi si oppone: quella che si sta svolgedno in Val di Susa, come sosteneva con acume da statista d’altri tempi il mio collega Pierluigi Bersani, “non è più una battaglia per un treno, ormai è in gioco la democrazia”.
In quella piccola e insignificante valle, infatti, una piccola e insignificante popolazione si vuole arrogare il diritto di decidere cosa sia meglio per se, senza tenere in alcun conto ciò che è stato già deciso da politici, banchieri ed imprenditori. E cos’è la democraziooa se non il nostro governo, il governo dei padroni? E dovremmo perdere il nostro tempo per colpa di quattro bifolchi?
Secondo questi presuntuosi montanari esiste una differenza tra ciò che è giusto e ciò che è legale. E ritenendosi nel giusto hanno provato ad ostacolare in ogni modo la realizzazione dell’alta velocità, arrivando persino a danneggiare ed incendiare mezzi delle ditte coinvolte nell’affare. E, peggio ancora, a vantarsene pubblicamente. Che qualcuno non sia d’accordo con le decisioni prese da politici ed imprenditori passi: le opinioni differenti sono il sale della democrazia. Ma che queste si trasformino in opposizione concreta a quanto deciso sotto il giusto impero della legge, questo no!
Dove andremmo a finire se questo esempio pernicioso si diffondesse fuori da quella valle di testardi? Chi si piegherebbe più agli interessi dei proprietari nelle poche fabbriche ancora aperte, nelle ditte di trasporto, o nei call center? Chi, nelle nostre città, accetterebbe mai di venire sfrattato dalla propria casa? Chi, addirittura, si rassegnerebbe a pagare l’affitto ai palazzinari che han costruito i nostri bei quartieri, o il mutuo alle banche? O a pagare la luce, il riscaldamento o il cibo stesso, ora che gli industriali hanno trovato paesi migliori per i loro investimenti, e qui di soldi ne gireranno sempre meno?
Al solo pensiero mi si accappona la pelle, sono certo che possiate capirmi.
Questo allora è il mio impegno prioritario, la mia promessa: se diventerò vostro governatore non permetterò che simili incubi diventino realtà. Non permetterò agli uomini e alle donne che vivono in questa regione di farsi confondere dall’esempio che arriva dalla Val di Susa, non permetterò a nessuno di decidere sulla propria vita. Per decidere sulle vostre vite basto io: ve lo garantisco.
Sergio Chiamparino

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