Debito a 9 miliardi di euro, l’eredità della Giunta Cota sulle casse della Regione Piemonte

ROBERTO-COTARiuscireste a spendere 3 miliardi di euro in 12 mesi? È quello che ha fatto la Giunta Cota nell’ultimo anno di esercizio, il 2013. Secondo i dati raccolti dal Sole 24 ore, il debito lasciato in eredità ai piemontesi dal Governatore decaduto ammonta a 9 miliardi di euro, frutto dei 5 miliardi accumulati nelle legislature precedenti e dei debiti accresciutisi sotto la sua guida. Ciò che gli analisti dell’agenzia di rating Moody’s fanno notare è che nell’ultimo anno si è passati da un debito di 6,2 miliardi ad uno di oltre 9, con un incremento netto del 50%. Un record negativo che ha costretto Moody’s ad emettere un giudizio piuttosto negativo sulla solidità finanziaria della regione: Ba1, lo stesso livello di un’area storicamente in difficoltà come la Sicilia. Dagli USA plaudono alle manovre promesse dal nuovo presidente Sergio Chiamparino, ma ammettono che probabilmente il debito è comunque destinato a crescere anche nel 2014. Un circolo vizioso iniziato decenni or sono, ma che ha assunto una parabola ascendente di cui preoccuparsi: nel 2009 il debito occupava il 57% delle entrate operative, nel 2013 era diventato il 98% ed i soli interessi sul debito peseranno per il 4% sull’intero bilancio. Il solo disavanzo dell’ultimo esercizio rappresenta oltre 3 miliardi, il 28% delle entrate regionali. Il Piemonte è sia un cattivo pagatore, che un cattivo incassatore. A bilancio ci sono crediti non riscossi per oltre 4,4 miliardi, alcuni dei quali risultano essere antecedenti al 2005 e difficilmente verranno mai riscossi. D’altra parte vi sono anche 5,66 miliardi di euro di residui passivi, somme impegnate, ma mai pagate. Numeri da capogiro che emettono un solo punto interrogativo: come farà il Piemonte, regione già a rischio default, a rifinanziare il proprio debito se non può indebitarsi ulteriormente di un altro centesimo?