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Piemonte, un miliardo di euro per la rivoluzione dell’agricoltura: innovazione, bio, ripopolamento

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mutui-agevolati-giovani-agricoltori-regione-sardegnaNella crisi economica generale che impaluda l’Italia, c’è un settore che si differenzia dall’andamento generale, ed è l’agricoltura; non perchè le cose vi vadano bene, anzi, ma semplicemente perchè…andavano male già un bel pezzo prima che iniziasse la recessione.
In effetti, le statistiche – specie sotto l’aspetto occupazionale – del settore primario sono in discesa libera ormai da moltissimi anni. Ma il nuovo governo del Piemonte vuole tentate di invertire la tendenza, affidando una vera e propria rivoluzione all’assessore Giorgio Ferrero, non a caso proveniente da Coldiretti.

Un miliardo di euro (per la precisione 1,093) proveniente dall’Unione Europea sarà messo a disposizione per tentare l’impresa. Tre sono i canali attraverso i quali queste risorse dovrebbero essere distribuite: innovazione, biologico, ripopolamento.

L’agricoltore che sceglie di non chiudere (come purtroppo in migliaia fanno ogni anno), ma anzi di innovare la propria attività con gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia, vedrebbe la Regione coprire il 50% degli investimenti necessari; chi decide di passare alle produzioni interamente bio riceverebber 7-800 euro per ogni ettaro trasformato, per sette anni; chi agricoltore non è, ha meno di 40 anni e si trasferirebbe in montagna per avviare attività agricole sarebbe beneficiato di 30000 euro, potendo inoltre non comprare ma affittare la terra (per valutare a medio termine i risultati dell’iniziativa).

“Il Piemonte ha prodotti di eccellenza assoluta, ma deve diventare capace di promuoverli al meglio”, spiega Ferrero; “i fondi sono importanti ma non bastano, vogliamo lavorare sull’autostima dei coltivatori”. E non solo; continua l’assessore: “Qui non esistono produzioni di marmellate o succhi, che invece in Emilia vanno fortissimo, per esempio; siamo grandi coltivatori di frutta, ma poi non seguiamo la filiera. Se chi coltiva avesse a poca distanza chi trasforma, la situazione cambierebbe…”. I numeri dicono che sono scoperte l’80% delle aree di montagna e il 30% di quelle collinari: lo spazio non manca. “Basta crederci”, il messaggio della politica.

 

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