Da Torino a Perth per aprire un ristorante italiano – intervista con Ada Guglielmino

ada-guglielmino-parlapa
Foto Herald Food

Ada Guglielmino e Giorgio Balzarro sono moglie e marito, torinesi. Lei giornalista e appassionata di cinema, lui ristoratore. Per anni hanno gestito un locale in pieno centro a Torino, poi la scelta della vita. Spinti da una certa dose di coraggio e dalla macchinosità insopportabile della burocrazia italiana, si sono trasferiti in Australia con i due figli. Dal settembre 2013 hanno aperto a Perth il Parlapa, locale che mischia la tradizione italiana e piemontese con quella locale. Abbiamo intervistato Ada Guglielmino, che ci ha raccontato i motivi di questa non facile scelta di vita.

Quando vi siete trasferiti?

A settembre 2013 siamo arrivati a Perth dandoci sei mesi di tempo per capire se valeva la pena o no iniziare un’attività da questa parte del mondo. Abbiamo cominciato con un visto provvisorio per iniziare un business.

Vi siete mossi subito con tutta la famiglia?

Mia figlia era già qui dal 2012, poi siamo arrivati noi e ad aprile di quest’anno ci ha raggiunti anche nostro figlio. Ora siamo a pieno titolo un “family business”, che qui è molto apprezzato.

Il che mi risponde in parte alla prossima domanda. Avevate un aggancio a Perth? Come funziona tecnicamente l’apertura di un locale in Australia per un italiano?

Noi non avevamo né parenti né agganci a Perth e tecnicamente l’unico vero ostacolo è rappresentato dal visto, che ha molte variabili – età, qualifiche, disponibilità economiche. Però, malgrado le difficoltà di ottenere un visto, una agente di immigrazione con cui ho recentemente parlato mi ha confermato che le persone che si sono rivolte a lei nell’ultimo anno sono aumentate in modo esponenziale.
E non sono i giovani, che per lo più vengono qui con il visto vacanza lavoro (Working Holiday Visa) ma famiglie di professionisti giovani e anche meno giovani.

Veniamo al locale. L’avete chiamato Parlapa, quindi il legame con Torino ed il Piemonte è forte ed evidente. La vostra clientela ne è consapevole?

Sì, molto. Un po’ perché abbiamo anche portato con noi delle immagini di Torino ma anche perchè molti chiedono che cosa significa Parlapa e quindi è immediato partire dalla nostra città natale e dalla nostra regione.
Anche qui ti do un segno positivo: sono in deciso aumento le persone che includono (o che hanno incluso) nei loro tour europei una visita a Torino.
Infatti molti riconoscono la città dalle immagini che abbiamo alle pareti con Piazza Castello e Piazza San Carlo.

La vostra clientela è fatta da australiani o avete anche creato un giro di immigrati italiani, che immmagino a Perth non manchino?

Noi siamo a Fremantle, che è una cittadina sul mare – anzi è ancora oggi IL porto di Perth – dove c’è una forte e radicata comunità italiana fatta soprattutto di immigrati dalla Sicilia nel secondo dopoguerra. Però la nostra clientela è mista: ci sono sia gli Italiani che risiedono qui da molti anni, sia i molti Working Holiday in cerca di un espresso o di un piatto di pasta autenticamente italiano. Abbiamo però molti clienti australiani. E questo ci fa piacere perché contrariamente a quello che si pensa, gli australiani – almeno questa è la nostra esperienza qui nel Westrn Australia – sono delle buone forchette.
A volte a noi Italiani alcune loro scelte gastronomiche possono sembrare fantasiose, ma ci pare che siano piuttosto informati e in qualche caso anche abbstanza raffinati
Anche se hanno sicuramente una alimentazione diversa dalla nostra “mediterranea”.

Facciamo un passo indietro. Voi avevate un piccolo locale in pieno centro a Torino. Cosa vi ha spinto a fare questa scelta sicuramente coraggiosa?

Innanzitutto una serie di circostanze personali che sarebbe troppo lungo spiegare unite a una certa insofferenza per un sistema burocratico che diventava sempre più pesante e pressante soprattutto per i “piccoli” imprenditori di qualsisi settore.
Dopo un anno in Australia posso dirti che ancora oggi la maggior parte del nostro tempo dedicato alla burocrazia riguarda l’Italia.
Qui chiedere un permesso o un autorizzazione è davvero semplice perchè le regole sono poche e molto chiare.
La maggior parte degli adempimenti burocratici avviene via internet con delle procedure semplici.

Le differenze quindi sono più dal punto di vista della burocrazia che del peso della tassazione…

La tassazione ha un peso diverso anche perché è molto ben definita: paghi una peercentuale e quella è, senza i continui vai e vieni di leggi e leggine e regolamenti che cambiano continuamente. In più, poiché il tutto è semplificato (per davvero!) puoi dedicare il tuo tempo a far crescere la tua attivià o la tua professionalità.
Se paghi tasse in eccedenza, ti vengono restituite nel giro di qualche settimana.

Il Parlapa ha ormai un anno e par di capire che funzioni bene… nostalgia di casa? Ipotesi di rientro?

Forse un po’ di nostalgia per le persone che giocoforza vedi solo via skype o con cui chatti come in questo caso. Però stando qui, e sperando di rimanerci, l’Italia resta un paese meraviglioso e bellissimo, ma per trascorrerci un periodo di vacanza. Per quanto riguarda le ipotesi di rientro, molto dipenderà dalla possibilità di ottenere un visto permanente. Noi ci stiamo lavorando, ma come ti acccennavo prima, non si può dare nulla per scontato.
E poi mi manca il cinema italiano, che qui arriva poco. Tra una settimana per fortuna inizia l’Italian Film Festival, che è una rassegna dei film italiani della scorsa stagione. E poi c’è una tv multiculturale che trasmette ogni tanto film italiani.
Per il resto qui nelle biblioteche pubbliche ci sono anche libri italiani recenti.
E poi, ammetto la debolezza, mi mancano i magazine, tipo Espresso, Vanity Fair (ebbene sì, ero una lettrice affezionata). Li seguo via iPhone tablet, ma la carta sarebbe un’altra cosa…

Visto che ti manca il cinema italiano, potresti organizzare tu qualcosa, in fondo hai esperienza per farlo.

Sì mi piacerebbe molto organizzare un CinemAmbiente da queste parti perché sulle tematiche ambientali forse ci sarebbe un po’ da lavorare.

Ancora un domanda. Qual è il nostro piatto più apprezzato da quelle parti?

Per la nostra esperienza gli gnocchi di patate alla piemontese e i ravioli.

In chiusura… l’Australia è davvero la nuova America?

Forse lo è, perchè è un paese dove il lavoro e il talento vengono apprezzati. Però bisogna venire qui anche con una buona dose di umiltà. Molti Italiani che sono arrivati qui 40-50 anni fa hanno lavorato duramente, fatto grandissimi sacrifici e ancora oggi, le loro storie sono una grande lezione di umiltà.
E molti di loro hanno fondato industrie milionarie, partendo veramente dal nulla
Insomma: si lavora molto, ma ci sono grandi sudisfasiun…