Dopo le sentinelle, ancora sui diritti degli omosessuali: i matrimoni gay e la circolare del ministro Alfano – video-intervista

20141008_174450 (FILEminimizer)Dopo il clamore suscitato da sentinelle ed anti-sentinelle, la politica nazionale e locale continua a parlare di diritti degli omosessuali. La Commissione Diritti e Pari Opportunità del Consiglio comunale di Torino si è riunita per un’informativa da parte dell’Assessore alle Pari Opportunità Ilda Curti sulla circolare che il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha inviato ieri ai prefetti di tutta Italia. Nella comunicazione, si chiede di ritenere illegittima la trascrizione nell’archivio matrimoniale dei Comuni italiani i matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso. “C’è un vuoto

normativo a livello nazionale – spiega la Curti – e se due cittadini comunitari (italiani o stranieri) si sposano in un qualsiasi stato dell’Unione Europea che riconosce il matrimonio omosessuale, nel caso volessero prendere residenza qui in Italia, non potranno aver riconosciuto quel diritto”. Nello specifico, l’assessore ritiene che la circolare di Alfano non abbia effetto e crei invece un conflitto tra poteri dello Stato, espropriando, de facto, le amministrazioni locali dalla possibilità di far valere la volontà di un’assemblea democraticamente eletta e del suo sindaco.
Il consigliere Silvio Viale (PD), ha presentato già ad aprile una mozione perché Fassino chieda chiarimenti al Parlamento di Roma su come comportarsi in questi casi, in modo da poter trascrivere gli atti di matrimonio nel solco di giurisprudenza tracciato dal Tribunale di Grosseto, che ha affermato come ciò “non sia contrario all’ordine pubblico”. Tra i firmatari della mozione anche Chiara Appendino del M5s che definisce la questione come “tecnica, non ideologica”.
Nella breve video-intervista qui sotto abbiamo raccolto le divergenti posizioni di Silvio Viale e di Silvio Magliano, consigliere del Nuovo Centro Destra e contro la trascrizione poiché “i prefetti devono rispettare la legge ed il tema dei matrimoni gay non rientra nella Carta di Nizza che armonizza altre tematiche simili a livello europeo”.