“Aiuto, sono bloccato all’estero. Mandami 1.000 euro”. Hacker inviano false email per truffare i famigliari delle vittime dell’amianto a Casale

405493_344815188877620_100000474256044_1339986_167599612_nHanno rischiato di cadere nel tranello di chi non ha rispetto nemmeno per i morti. A centinaia di email dell’archivio dell’Afeva, l’Associazione di famigliari e vittime dell’amianto di Casale Monferrato, è stato inviato il seguente messaggio:

“Spero ciò ti arrivi il prima possibile. Ho fatto un viaggio in Saint Petersburg Russia, e durante la mia permanenza, i miei documenti mi sono stati rubati; tra questi , il mio passaporto internazionale e la mia carta di credito che si trovavano nella mia borsa. Per risolvere il problema, la mia banca ha bisogno di tempo per elaborare tutti i dati che mi servono per ripristinare la situazione. In tutto ciò ho pensato di fare ricorso al tuo aiuto per far sì che io possa quanto meno tornare in patria; per fare ciò ho bisogno della modica somma di 1.000 €

per coprire le mie spese. Puoi aiutarmi a spedire i soldi via Trasferimento Denaro Western Union o via Trasferimento Denaro MoneyGram.? Fammi sapere. Ti prometto di rimborsarti non appena sarò tornato, ovvero domani. Per favore fammi sapere se puoi farmi questo favore. Spero non ti crei alcun problema. Posso mandarti i dettagli su come trasferire la somma. Spero di ricevere a breve la tua risposta”

Firmato Bruno Pesce, coordinatore del Comitato Vertenza dell’associazione. Ovviamente il vero Bruno pesce non c’entra nulla e tanto meno l’Afeva, attaccata da qualche pirata informatico a caccia di soldi facili che, per rendere più complicato il tracciamento delle false email inviate, ha poi cancellato tutto il database. Immediata la smentita di Pesce, che si è rivolto subito alla polizia postale per evitare che qualcuno, ingenuamente, potesse rispondere alla richiesta dei malfattori telematici.