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Omofobia in classe, le reazioni. Il Pininfarina: ”Inchiesta interna”. Il vicesindaco: ”Fatto grave”. La rabbia dei ragazzi: ”Intervenga il Ministro”

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istituto pininfarina - moncalieriLa delirante lezione che un’insegnate di religione ha tenuto agli allievi dell’istituto “Pininfarina”, sul tema dell’omosessualità, ha scatenato dapprima le accuse di omofobia e oscurantismo da parte degli stessi ragazzi, e quindi tutta una serie di reazioni da vari soggetti pubblici. La Curia torinese è l’unico a minimizzare l’episodio inserendolo nel solco delle “opinioni personali”, non potendo però comunque esimersi dal notare come sia sia “andati al di là delle linee educative, dei programmi scolastici e dello stesso magistero della Chiesa”. A essere coinvolto in prima linea è ovviamente il preside della scuola, Stefano Fava: “Invitare all’odio nei confronti degli orientamenti sessuali, politici o delle origini etniche non fa parte dei principi che insegniamo”, dice, e poi annuncia che si terrà un’indagine interna “per capire se sia il caso poi di prendere dei provvedimenti disciplinari”.

L’Arcigay, per bocca del presidente torinese Marco Giusta, sottolinea come un conto sia la libertà d’opinione, un altro “portare ai ragazzi il rifiuto dell’omosessualità, la difficoltà nell’accettazione, quando abbiamo tutti davanti agli occhi episodi di omofobia nelle scuole che sfociano in fatti gravi fino al suicidio”. La politica è tutto sommato piuttosto assente in queste prime ore, ma parla il vicesindaco di Moncalieri (laddove ha sede l’istituto), Paolo Montagna, che è anche Assessore all’Istruzione in Comune: “A Moncalieri non c’è spazio per gli omofobi e l’omofobia. Qualora l’episodio venisse confermato, ci troveremmo di fronte a un fatto grave”. E a esprimersi con forza sono, si diceva in apertura proprio i ragazzi, tramite “Rete degli studenti medi”, chiedendo che sia il Ministero a intervenire: “Appare paradossale che l’ora di religione sia, ancora oggi, un’ora di catechismo, di vero e proprio indottrinamento filo-clericale invece che un momento di studio sociologico e storico delle religioni. Chiediamo, ancora una volta, l’abolizione dell’insegnamento della religione cattolica, e l’introduzione, ad opera di insegnanti laici reclutati dallo Stato, di un ora di storia delle religioni”.

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