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De-Ga chiede il concordato per evitare il fallimento

Gabriele Farina

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25-verde-via-chiabreraLa crisi si sente in maniera pesante anche nel campo dell’edilizia e la prossima vittima potrebbe essere la De-Ga, storica società di costruzione che ha lasciato il proprio inconfondibile segno a Torino negli ultimi cinquant’anni. Per evitare che questo accada ha presentato una richiesta di concordato in bianco al tribunale di Torino. Il curatore è stato nominato ed ora, insieme ai vertici dell’azienda, dovrà trovare una soluzione per evitare il fallimento. Dal 2013, quando la crisi ha cominciato a mordere, le famiglie Gallesio e De Giuli hanno provato a risolvere la situazione ristrutturando il debito con le banche e dimezzando i dipendenti (da 70 a 35). Ma non è bastato. L’ipotesi al momento più probabile è quella di creare una Newco, mantenendo vivo il settore edilizio (che funziona e non ha mai interrotto i lavori) e liquidando la parte immobiliare (che è invece in grossa difficoltà). La De-ga è nata nel 1959 e tra i suoi lavori si ricordano il 25 Verde di via Chiabrera, il villaggio media sulla Spina 3 durante le Olimpiadi, la Scuola di Biotecnologie di via Nizza, il bioparco Zoom a Cumiana e poi a Venaria il ristorante Dolce Stil Novo, all’interno della Reggia, e il Teatro Concordia. Tutti lavori con una firma ben precisa.

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