Dipendenti in corteo per occupare la Provincia di Cuneo: troppi tagli dal Governo

foto targatocn.it
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Un corteo di 630 dipendenti della Provincia per contestare i tagli della Legge di Stabilità. A Cuneo tra pochi minuti (alle 12), un serpentone di impiegati pubblici sfilerà per le strade fino alla Prefettura e occuperà simbolicamente il palazzo di corso Nizza. Sindaci in testa a tenere alto lo striscione: “Provincia di Cuneo pre…occupata: a Roma 15 milioni di tasse, a Cuneo strade disastrate e scuole al freddo”. Nel mirino della protesta i tagli di risorse agli enti locali e l’esubero del 50% dei dipendenti previsto a partire da gennaio. Qui sotto il testo integrale della lettera che i manifestanti porteranno personalmente al prefetto Giovanni Russo:

La legge di stabilità obbliga le Province a sostenere una minore spesa. Questo si traduce in un proporzionale taglio dei servizi erogati ai cittadini.
La manipolazione informativa ha comportato l’incomprensione di quanto sta avvenendo, creando avversione nell’opinione pubblica e facendo credere che i lavoratori provinciali stiano esclusivamente difendendo dei loro privilegi. In realtà noi siamo prima di tutto cittadini interessati a difendere servizi essenziali per la popolazione.
La Provincia ogni giorno assicura la gestione delle strade provinciali, l’aiuto per la ricerca del lavoro e la formazione professionale, il servizio di Protezione Civile, la manutenzione degli edifici delle scuole superiori, la gestione dei finanziamenti europei, le valutazioni di impatto ambientale, la tutela delle risorse idriche, la tutela delle risorse ambientali, la pianificazione del territorio e molto altro ancora.
La spesa pubblica, per effetto dell’intervento normativo sulle Province non diminuirà, ma, al contrario, aumenterà. La manovra finanziaria non apporta alcun beneficio per i cittadini che dovranno continuare a pagare le stesse tasse di prima. L’imposizione fiscale rimarrà invariata e a rimetterci, ancora una volta, sarà il cittadino che rischia di perdere gran parte dei servizi finora erogati. Oltre un terzo delle entrate delle Province andranno a finanziare le entrate del bilancio dello Stato e verranno slegate dai territori di provenienza. A seguito dei “tagli forfettari e lineari” introdotti dalla Legge di Stabilità le Province stanno andando verso l’annunciata “bancarotta”.
Con la messa in mobilità di oltre 20.000 lavoratori pubblici la dignità del lavoro e le professionalità presenti nelle Province vengono così per Legge di colpo cancellate. La rivoluzione organizzativa applicata alle Province non produrrà risparmi di sorta. Le Regioni o i Comuni chiamati a subentrare alle Province nello svolgimento delle loro funzioni, dovrebbero esercitarle senza peraltro contare sulle necessarie risorse professionali, economiche e finanziarie.
Salvaguardare la Provincia e quanti vi lavorano significa garantire a tutti, e non solo ai dipendenti, migliori prospettive di vita e di lavoro