Le Olimpiadi di Torino: successo e sprechi a braccetto

In questi giorni si stanno ricordando le Olimpiadi di Torino attraverso un lungo ciclo di eventi che ne ricordano i fasti. In effetti le Olimpiadi hanno portato grande visibilità su Torino e il Piemonte, ma anche grossi sprechi. L’impianto del freestyle a Sauze d’Oulx , costato 9 milioni di euro è stato usato per una sola gara. I trampolini per il salto con gli sci di Pragelato costati 34 milioni di euro sono oramai praticamente abbandonati a loro stessi. La pista di bob di  Cesana costata 110 milioni di euro è stata disattivata, ma resta in sito perchè costerebbe troppo  portarla via dopo essere stata usata solo per 15 giorni.  Stessa sorte ha subito a San Sicario  la struttura del Biatlon costata 25 milioni di euro. A Torino il Vilaggio Olimpico è stato sotto utilizzato e molti alloggi sono ancora occupati in maniera abusiva.

E in effetti anche a Torino la situazione non ha pochi problemi come scrive il Fatto Quotidiano

Se gli edifici pubblici sono in questo stato, le strutture migliori sono in mano ai privati. Il palazzetto di pattinaggio sul ghiaccio costruito vicino al Lingotto, l’ Oval, è stato assegnato alla Gl Events che ogni anno paga 45mila euro al Comune per poi affittarlo a prezzi elevati per le fiere, come quella di arte contemporanea “Artissima”.

La concessione prevede che la società esegua la manutenzione per “un importo minimo di euro 201mila per anno”, ma dal bilancio 2014 risulta che siano stati spesi solo 7mila e che “il residuo eventualmente non utilizzato di tale importo annuale” dovrà essere “versato alla Città di Torino al termine della concessione”. Insomma, l’ amministrazione per ora vede pochi introiti.

Un altro “gioiello” affidato ai privati è il PalaAlpitour, progettato dall’ archistar giapponese Arata Isozaki. Appartiene alla Fondazione 20 Marzo 2006 (composta dal Coni e dalle amministrazioni locali) ma è concesso alla società Parcolimpico, di cui la fondazione ha solo il 10%, mentre il restante è in mano alla Get Live, formata dagli statunitensi di Live Nation e dalla Setup Live di Giulio Muttoni, amico fraterno del senatore Pd Stefano Esposito, tra i promotori della legge sul riutilizzo del “tesoretto olimpico” (al momento 40 milioni di euro) per la manutenzione e il miglioramento degli impianti.

Il Parcolimpico gestisce anche il Palavela, costruito nel 1960 per il centenario dell’ Unità d’ Italia e restaurato prima dei Giochi da Gae Aulenti, ora utilizzato per il pattinaggio in inverno, il beach volley in estate e alcuni eventi. La società privata controlla anche molti impianti sportivi sulle Alpi, come lo stadio del salto o la pista di biathlon, costruiti pagando milioni di euro, usati per i Giochi invernali e qualche altra occasione e poi dismessi.



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