Regione Piemonte lancia un percorso di informazione e confronto con moschee e comunità musulmane

La Regione Piemonte ha avviato un percorso di informazione, collaborazione e confronto con i rappresentanti delle moschee e delle comunità musulmane. L’amministrazione regionale a fine giugno ha diramato una circolare ai direttori Generali e Sanitari delle aziende sanitarie del Piemonte con la quale si chiedeva di assicurare l’effettuazione della “Circoncisione rituale” nel rispetto delle tradizioni anche in ragione degli esiti nefasti dell’effettuazione di queste pratiche in ambienti che non sono sanitari e che non possono garantire la sicurezza di chi le subisce.

Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte racconta:

Quello che abbiamo avviato è un percorso di informazione, collaborazione e confronto con i rappresentanti delle moschee e delle comunità musulmane. Oggi abbiamo voluto fare chiarezza sul tema della “Circoncisione rituale”, ma il nostro obiettivo è quello di avviare un dialogo costruttivo per la stesura della nuova legge regionale sulla promozione della cittadinanza.
Nei mesi scorsi a Torino si sono verificati fatti drammatici che non devono mai più accadere, è per questo motivo che abbiamo chiesto ai rappresentanti del mondo islamico di essere veicolo verso la cittadinanza delle possibilità che il servizio sanitario regionale offre. La Regione Piemonte dal 2009 ha inserito gli interventi di “Circoncisione rituale” tra le attività ospedaliere ordinarie con copertura della spesa sia in regime ambulatoriale, ma anche di ricovero.



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