Furto d’identità e frodi: in Piemonte +19,8%, nel Cuneese +111%

Le frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità – con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – continuano ad avere effetti rilevanti sull’industria del credito e, in particolare, sul credito al consumo. I dati dell’Osservatorio CRIF relativi al I semestre 2016 confermano, in particolare, un numero di frodi di poco inferiore agli 8.000 casi in Italia (+1,5% rispetto al corrispondente semestre 2015) a fronte di un incremento notevole (+66%) dell’importo medio delle stesse, che si è attestato a 9.893 Euro.

E con le festività di fine anno aumentano i rischi derivanti da un fenomeno criminale troppo spesso ignorato o sottovalutato.

La ripartizione delle frodi per regione mostra, ancora una volta, una maggiore incidenza in Campania seguita da Sicilia, Lombardia e Lazio. Il maggior incremento rispetto allo scorso anno si registra, però, in Emilia-Romagna con un eloquente +60,1%. Rapportando invece le frodi sul volume di credito erogato, in alcune regioni emergono cambiamenti significativi. In particolare, la Calabria scala la classifica passando dalla decima posizione alla terza. Per quanto riguarda nello specifico il Piemonte, nel I semestre 2016 sono stati rilevati 561 casi (+19,8%): il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Torino (273 casi), con una crescita del +3,0%., seguita a distanza da Cuneo, con 93 casi registrati.

Ed è stata proprio la provincia di Cuneo ad aver fatto segnare la crescita più consistente rispetto al I semestre 2015, con un significativo +111%, seguita dalla provincia di Alessandria (+74,9%). Le province di Biella, Novara, Verbania e Vercelli hanno fatto registrare, al contrario, un’inversione di tendenza, con un calo nel numero di frodi subite rispetto al I semestre 2015, seppur su un numero contenuto di casi.

Nel I semestre dell’anno in corso la distribuzione delle frodi per sesso evidenzia come la maggioranza delle vittime (il 62,5% del totale) sia rappresentata da uomini. Osservando invece la distribuzione delle frodi per classi di età, si conferma la tendenza già evidenziata nella precedente rilevazione, con la fascia compresa tra 50 e 59 anni che fa registrare il maggior incremento (+8,2%), seguita da quella degli over 60 (+7,9%).

Sulla base delle evidenze raccolte da CRIF nel periodo di osservazione il 26,5% dei casi ha riguardato un importo frodato compreso tra i 1.500 e 3.000 euro, con un incremento quasi doppio rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Al contempo si è registrato un calo significativo delle frodi di piccolo importo, sotto i 1.500 euro.
Per quanto riguarda il tipo di bene in rapporto al credito erogato, a livello nazionale le categorie più colpite sono quelle del travel/entertainment, degli immobili/ristrutturazione e dei trattamenti estetici/medici. In termini assoluti, invece, la maggioranza dei casi fa riferimento all’acquisto di elettrodomestici, con una quota pari al 37,7% del totale, seguita dai finanziamenti ottenuti in modo fraudolento per acquistare un’auto o una moto (14,6%).



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