Il Poli mette insieme inventori e imprese per dare corpo al futuro (e al lavoro)

Più di 100 imprese partecipanti, circa 300 incontri one to one tra inventori e aziende e più di 30 brevetti presentati: anche per la sua seconda edizione il PoliTo Techshare Day organizzato da Politecnico di Torino e Intesa Sanpaolo si conferma come un momento importante per potenziare la collaborazione università-impresa, in un’ottica di sviluppo del trasferimento dei risultati della ricerca e delle relazioni con le pmi del territorio.

Un evento unico nel panorama italiano, che mette direttamente in contatto l’offerta di brevetti industriali con la domanda di innovazione delle pmi. Il Politecnico e Tim, che entra quest’anno nel progetto, supportati da Intesa Sanpaolo e dal mondo produttivo rappresentato da Confindustria e Unione Industriale di Torino, metteranno a disposizione delle pmi italiane una selezione di 31 brevetti e tecnologie e le loro competenze per accelerarne i processi di Innovazione e le capacità di competere a livello internazionale.

Nei giorni precedenti l’evento le imprese hanno potuto analizzare i dettagli dei 21 brevetti dell’ateneo e dei 10 proposti da Tim tra quelli che non si riferiscono direttamente al core business aziendale, resi disponibili online attraverso una piattaforma dedicata, per poi confrontarsi durante il PoliTo Techshare Day direttamente con gli inventori, nel corso di incontri one to one, per discutere vantaggi e applicazioni delle tecnologie.

Nelle prossime settimane le imprese che abbiano un interesse concreto potranno presentare all’ateneo e a Tim proposte progettuali per lo sviluppo e l’industrializzazione delle tecnologie. Oltre agli incontri one to one, l’evento è stato anche l’occasione per proporre una riflessione sul tema: ‘Il trasferimento tecnologico in ottica Industria 4.0’. “Le università italiane -dichiara Emilio Paolucci, vice rettore al Trasferimento Tecnologico del Politecnico di Torino- sono sempre più un punto di riferimento per le imprese per quanto riguarda la capacità di valorizzare i risultati della ricerca”.

 

 



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