Seguici su

Ambiente

I film sulla plastica che ha invaso il mare dominano a Cinemambiente

Redazione Quotidiano Piemontese

Pubblicato

il

Il tema della plastica nell’oceano domina la 20^ edizione di Cinemambiente, che si conclude questa sera con la cerimonia di premiazione e la proiezione del film La Vallée des loups di Jean-Michel Bertrand: Plastic China di Jiu-liang Wang vince quale miglior documentario internazionale, Océans, le Mystère plastique vince il Premio quale miglior documentario One Hour.

Ottima l’affluenza di pubblico: in attesa dei dati definitivi relativi all’affluenza di pubblico, si profila un notevole successo per la 20^ edizione della manifestazione. Pur in assenza degli eventi di piazza in cartellone nell’edizione dello scorso anno, si registra un significativo aumento del pubblico che ha seguito le proiezioni e gli eventi “indoor” del Festival, affollando costantemente le sale del Cinema Massimo e delle altre sedi della manifestazione (anche in contemporanea con altri eventi di grande richiamo per la città di Torino).

Gli spettatori della 20^ edizione hanno anche dimostrato, con una partecipazione continuativa e attiva, grande interesse verso la nuova formula del Festival, volta ad ampliare le proposte cinematografiche con approfondimenti e dibattiti su temi ambientali oggi di cruciale importanza per l’intera società civile.

I VINCITORI DEL 20° FESTIVAL CINEMAMBIENTE

Premio Asja.energy al miglior documentario internazionale: Plastic China di Jiu-liang Wang (Cina 2016, 82’)
Con la seguente motivazione: Che cos’hanno in comune le discariche, la vita degli oceani e i corpi degli esseri umani vulnerabili? Molto spesso, la plastica. La geografia della plastica è una geografia corporea di diseguaglianze, di paesaggi periferici marginali e di persone marginali. Raccontare queste storie invisibili è un atto di resistenza fisico e politico.

Premio Smat al miglior documentario One Hour: Océans, le Mystère plastique di Vincent Perazio (Francia 2016, 53’)
Con la seguente motivazione: Questo film mette in luce i pericoli nascosti delle microparticelle di plastica degradata, che sono ancor più pericolose perché contenute in tutto ciò che assorbiamo. Un approccio scientifico e facilmente comprensibile a un problema apparentemente irrisolvibile. Per il momento?

La giuria attribuisce inoltre una menzione speciale a: The Last Pig di Allison Argo (USA 2016, 54’)

Premio CiAl al miglior documentario italiano: Dusk Chorus – Based on Fragments of Extinction di Nika Šaravanja, Alessandro d’Emilia (Italia 2016, 68’)
Con la seguente motivazione: L’importanza di un tema vitale raccontato in modo originale che permette allo spettatore un’esperienza nuova anche dal punto di vista cinematografico.  Il film dimostra quanto il cinema vissuto in sala può ancora avere una forza nella trasmissione di contenuti ed emozioni.

Premio del pubblico-Iren: Frágil Equilibrio di Guillermo García López (Spagna 2016, 81’)

Menzione Ambiente e società offerta da Cooperativa Arcobaleno: Plastic China di Jiu-liang Wang (Cina 2016, 82’)

Menzione speciale Legambiente a: Con i piedi per terra di Andrea Pierdicca (Italia 2016, 86’)

Turin University Student Award assegnato dagli studenti del corso di Economia dell’ambiente, della Cultura e del Territorio dell’Università di Torino (EACT): Source International di Advocate Creative (USA 2016, 6’)

Riconoscimenti speciali:
Premio Movies Save the Planet a Jean-Michel Bertrand
Premio letterario Le ghiande a Matteo Righetto