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Take me a question. L’arte pubblica sbarca a Caraglio

Redazione Quotidiano Piemontese

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Take me a question è un progetto di arte pubblica a cura di Andrea Lerda pensato per Caraglio, cittadina in provincia di Cuneo e a lungo sede del CeSAC – Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, organo parte dell’Associazione Culturale Marcovaldo che ha chiuso i battenti nel 2016.

Il progetto prende vita su uno dei numerosi cestini pubblicitari che il Comune di Caraglio ha chiesto di installare all’agenzia Cladi Pubblicità di Torino e sparsi per tutto il centro del paese. ? Individuando questo contenitore di arredo urbano come spazio dedicato alla ri?essione artistica e non alla propaganda pubblicitaria, il progetto intende attivare una ri?essione sul ruolo dell’arte all’interno di un territorio che per diversi anni è stato protagonista della scena artistica nazionale e internazionale.

Prendendo in prestito le parole di Vito Acconci, TAKE ME A QUESTION vede “l’arte pubblica, in quanto luogo di raccolta per le persone, [che] funge da modello per la città” Un’arte pubblica che “ristabilisce gli spazi popolati che portano a discussioni che portano a dibattiti che portano a riconsiderazioni che portano alla rivoluzione. In un mondo di centri commerciali, l’arte pubblica ristabilisce la piazza”.

TAKE ME A QUESTION chiama in causa dunque l’arte contemporanea come strumento in grado di porre interrogativi ed evocare ri?essioni, stimolando una ri?essione sul suo ruolo all’interno della comunità locale e globale. 10 artisti verranno invitati a realizzare un progetto site speci?c a cadenza mensile. Attraverso la produzione di un poster d’artista, un cestino pubblicitario diventerà l’interlocutore per mettere in comunicazione arte e spazio pubblico dando forma a ri?essioni e sollecitando una partecipazione collettiva. ?La dimensione di non sense che il titolo del progetto evoca è il pretesto da cui partire per l’attivazione di una ri?essione critica e partecipata tra spettatore, spazio pubblico e opera. “To take something” (in italiano “prendere qualcosa”) è l’invito a vedere l’arte come un contenitore al cui interno sono depositati signi?cati e contenuti. “Take me a question”, frase che risulta evidentemente sgrammaticata, è a questo punto una provocazione, che volontariamente intende generare una sensazione di disturbo e di messa in discussione di tutte le grammatiche convenzionali.? Take me a question racchiude l’invito all’interazione, lasciando intendere la presenza di due attori che generano un vero e proprio dialogo. Da un lato si pone una domanda, dall’altro si fornisce una possibile risposta. Ma i ruoli sono intercambiabili e allora le domande e le risposte diventano in?nite.

Il primo intervento che inaugura il 3 marzo 2018 alle ore 16 sarà realizzato dall’artista FRANCO ARIAUDO e sarà visibile ?no al 31 marzo 2018. Con il supporto di COLLI indipendent art gallery di Roma.

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