Operaio si incatena ai cancelli della Embraco: “Non voglio mollare”. Calenda: “Commissione molto intransigente”

“Non voglio mollare, è la mia fabbrica che mi ha dato da mangiare per 25 anni, finché c’è uno spiraglio non mollerò”. Parola di Daniele Simoni, da 25 anni operaio della Embraco presso Riva di Chieri, che stamattina si è  incatenato ai cancelli della fabbrica.

Nel frattempo stamattina il ministro dello sviluppo, Carlo Calenda, che ieri, dopo l’incontro con i vertici dell’azienda ha manifestato tutto il suo disappunto per l’atteggiamento di Embraco,  sarà a Bruxelles per un incontro con la commissaria alla concorrenza Vestager, per chiedere una deroga ai trattati per singoli casi, come ad esempio quello di Embraco.

Aggiornamento 13.00 

Da Bruxelles gli ha risposto il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda: “Non molliamo, stiamo lavorando a tutti i livelli, lavoriamo qua, lavoriamo con Invitalia che è partita a fare una mappatura di progetti alternativi per l’industrializzazione, non si molla come è successo in casi di altre crisi prima di questa”.

Aggiornamento 13.30 

L’incontro con la Vestager “è andato bene”, ha detto Calenda. Domani “la commissaria farà una conferenza stampa”, ha “molto ben chiaro il problema” e “mi ha assicurato che la Commissione è molto intransigente nel verificare i casi segnalati in cui c’è un problema o di uso sbagliato o non consentito degli aiuti o, peggio, di aiuto di Stato per attrarre da Paesi che sono parte dell’Ue”.

 



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