E’ morto Mimmo Candito uno dei grandi del giornalismo italiano: i funerali il 6 marzo a Crescentino

È morto uno dei maggiori giornalisti italiani Mimmo Candito. E’ stato docente all’Università di Torino di Linguaggio giornalistico e inviato de La Stampa e dal 2001 il direttore della rivista L’Indice dei libri del mese. Da anni era malato di cancro e aveva combattuto pubblicamente contro un tumore contratto a causa dell’esposizione all’uranio impoverito usato sui campi di battaglia.

Lunedì 5 marzo sarà allestita la camera ardente al Circolo della Stampa di Torino.
Martedì 6 marzo i funerali a Crescentino.

Mimmo Candito era nato a Reggio Calabria e si era trasferito a Genova negli anni Sessanta. Negli anni settanta era arrivato a Torino per fare l’inviato speciale per La Stampa seguendo i conflitti in Medio Oriente, Asia, Africa e il Sud America.

Sposato con la giornalista e critica musicale, Marinella Venegoni.

Era il Presidente italiano di Repoters sans Frontieres.

Il ricordo della moglie Marinella Venegoni

“Se n’è andato l’ultimo gentiluomo”, mi ha appena detto una mia amica. Gentiluomini ce ne saranno ancora, ma Mimmo Càndito, mio marito per 44 anni, era un uomo speciale: oltre che un gran bell’uomo, come anche questa foto testimonia. Per me, il più bello di tutti
Ma era anche di una generosità e di una signorilità rare, come testimoniano tante persone in queste ore. Era un uomo colto, un uomo libero che aveva sfidato la morte tante volte nel suo mestiere di corrispondente di guerra, ma mai se n’era vantato.
Un uomo integro che non conosceva la piccolezza dei maneggi e delle bugie, ed entrava in rotta di collisione facilmente, con chi li praticava.
I suoi studenti dell’Università hanno cercato di dare l’ultimo esame con lui fino a giovedì scorso, lui era pronto a riceverli ma io l’ho dissuaso. Respirava male, era terribilmente stanco, mi sembrava una crudeltà inutile. Tante crudeltà terapeutiche già subite in questo ultimo terribile mese, sempre con il sorriso e senza un lamento.
Mimmo era così. Mi piace pensare che adesso sia tornato sereno senza doverlo essere per creanza. Mi piace sperare che si goda il suo riposo dopo tante sofferenze.
Tanto amore, Mimmuzzo mio.



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