Spara a salve contro una pattuglia: “Volevo morire ucciso dai carabinieri”

Una storia assurda. Purtroppo vera. Voleva morire ucciso dai carabinieri durante un conflitto a fuoco. Per questo motivo questa notte, ha sparato a salve contro la pattuglia dei carabinieri.

Protagonista è Valeri A., idraulico 30enne nato in Bielorrussia e residente a Gassino Torinese, arrestato dai militari dopo essere stato bloccato dopo un lungo inseguimento, vicino l’uscita di Borgo d’Ale,  in provincia di Vercelli.

L’inseguimento

Era l’una di notte quando ha incrociato la pattuglia del nucleo radiomobile di Chivasso in frazione Mezzi Po a Settimo Torinese. L’uomo, alla guida di una Golf ha estratto la pistola è ha esploso due colpi di pistola a salve. Poi è scappato. A quel punto ha imboccato la Torino-Milano forzando il casello inseguito dai carabinieri e la polizia stradale.

Durante la fuga ha sparato altri colpi contro i carabinieri che hanno risposto al fuoco. La sua corsa, però, si è interrotta all’uscita dell’autostrada. Poi si è fermato in una piazzola di sosta.

Quando l’hanno fermato i carabinieri hanno trovato nell’auto una pistola calibro 9 a salve calibro 9 e un biglietto in cui chiedeva scusa e diceva che voleva morire con un colpo di pistola sparato dai carabinieri.

Pare che l’uomo soffra di depressione.