Commissione inchiesta Finpiemonte, Il M5S accusa: nessuno controllava i flussi di cassa

Dopo la prima seduta della Commissione d’indagine su Finpiemonte il Movimento 5 Stelle accusa: “E’ evidente la relativa inutilità di questa Commissione d’indagine e l’assoluta follia del progetto portato avanti da Chiamparino di trasformare Finpiemonte in una banca, disegno già sospeso che andrà bloccato in ogni suo aspetto”.

E rincara: “I compiti di controllo e monitoraggio si sono limitati a verificare i soli atti di programmazione e la definizione delle nomine, senza nessuna nessun approfondimento delle operazioni concrete riguardanti i flussi di cassa. Quindi fino ad oggi la società finanziaria del Piemonte ha agito in totale autonomia senza un controllo puntuale della struttura regionale e della politica.

L’unico provvedimento adottato internamente dopo lo scandalo Gatti sia stato la dequalificazione, da dirigente a quadro, del Responsabile amministrazione Finanza e Controllo. A precisa domanda il vicepresidente Reschigna ha riferito che seguiranno ulteriori provvedimenti ma senza specificare tempi e modi. Resta inoltre ancora sospesa la partita relativa alla chiusura dell’investimento in svizzera che potrebbe regalare ulteriori amare sorprese ai contribuenti piemontesi ed aumentare la cifra andata in fumo.

Sono stati inoltre evidenziati tutti i limiti di questa blanda Commissione d’indagine voluta dal Partito Democratico, i commissari infatti non hanno avuto nemmeno la possibilità di visionare documenti già in possesso degli organi d’informazione come, ad esempio, l’esposto di Finpiemonte alla Procura, la corrispondenza tra la i revisori della finanziaria e la società Deloitte e la copia del contratto tra Finpiemonte e la banca elvetica Vontobel. Non pervenuti nemmeno i carteggi tra Finpiemonte e la stessa Regione Piemonte in materia di controllo sugli enti in house. Documenti che peraltro sono in possesso della stessa Regione”.



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