CoNO chiede un dibattuto pubblico sulla candidatura italiana alle Olimpiadi del 2026

Riceviamo e pubblichiamo dal CoNO, Coordinamento NO Olimpiadi 2026

Cadono una dopo l’altra le città “concorrenti” e, al momento, quella italiana non è nemmeno una candidatura: l’Italia è l’unico, e ultimo, paese del mondo a dichiararsi disponibile ad accogliere i Giochi del 2026.
Questo perché ovunque vi sia stato un accurato dibattito pubblico è emersa la totale insostenibilità economica delle Olimpiadi per come oggi sono strutturate. Dove il popolo, così volgarmente blandito in questi tempi bui, ha potuto esprimersi con un referendum i sogni olimpici dei politici sono immediatamente crollati.
La nostra ovviamente non è una crociata contro lo sport, di cui riconosciamo il valore culturale e sociale: il nostro è un invito alla riflessione sulle priorità economiche di questo paese, che non sono certamente quelle di realizzare un Olimpiade.
Le molte promesse disattese da parte del governo in essere, a causa dei tagli di bilancio, vengono bellamente compensate in nome di un grande evento che non coinvolge l’intero territorio italiano, che lascia debito e devastazione ambientale – come nel caso di Torino 2006 – che drena risorse che potrebbero essere investite in operazioni più proficue e socialmente trasversali.
Chiediamo che anche in Italia, come in tutto il mondo civile è già accaduto, si apra un serio confronto sulla candidatura Olimpica del 2026, in nome della democrazia e della libertà di parola.



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