Codacons lancia una class action in Piemonte contro il blocco dei diesel euro 3

Il Codacons lancia oggi una azione risarcitoria riservata ai cittadini del Piemonte danneggiati dal blocco delle auto diesel.

Come noto infatti lo scorso 1 ottobre è entrato in vigore in regione il “Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano”, che prevede una “limitazione della circolazione dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, da applicare entro il 1 ottobre 2018, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 fino alle 18,30 […] per le autovetture ed i veicoli commerciali di categoria N1, N2 ed N3 ad alimentazione diesel, di categoria inferiore o uguale ad Euro 3”. Fissa inoltre nel 2025 la data entro la quale dovrà avvenire la totale abolizione del diesel nel nostro Paese.

Il Codacons ritiene corretto difendere l’ambiente e la qualità dell’aria a tutela della salute dei cittadini, ma il provvedimento in questione presenta diverse criticità che rischiano di renderlo illegittimo.

A fronte della pesante limitazione alla circolazione, infatti, non risulta siano previsti adeguati contributi per la sostituzione dell’automobile né che siano state fornite indicazioni chiare ai cittadini in merito; non è stato inoltre adeguatamente valutato che le automobili Diesel incidono solo per il 14% sull’inquinamento dell’aria, esistendo altri e ben più importanti i fattori che determinano tale inquinamento, come la combustione di biomasse legnose – ovvero stufe a pellets o a legna – che contribuiscono per il 45% alle polveri sottili diffuse nell’aria. Fonti di inquinamento diverse dai motori diesel verso le quali le amministrazioni non hanno assunto alcun provvedimento limitativo.

Il Codacons ha deciso quindi di intervenire e ha pubblicato sul proprio sito il modulo di diffida attraverso il quale i proprietari di automobili Diesel Euro 3 o inferiori residenti in Piemonte possono chiedere la corresponsione dei contributi per la sostituzione della propria automobile, l’immediata revoca dell’accordo, e l’adozione di tutti gli atti idonei a riconoscere un indennizzo economico per il danno subito. Non solo. Gli automobilisti coinvolti potranno fornire la pre-adesione alla class action allo studio dell’associazione volta a tutelare i loro diritti.



In questo articolo: