Chiara Appendino fa il bilancio del 2018 fra risanamento e futuro

Chiara Appendino e la sua giunta hanno presentato nella tradizionale conferenza di fine anno il lavoro svolto nel 2018 partendo dalle necessità di risanamento economico e rinnovamento presentando le linee guida di un futuro piano d’azione.

La sindaca è partita dai punti critici affrontati fin dal primo giorno di mandato: “Le condizioni del bilancio, con una forte tensione finanziaria e un debito che ha ridotto la capacità di investire e di finanziare nuovi progetti; la condizione delle periferie e il disagio sociale dove a condizioni di degrado fisico e di povertà che evidenziavano uno stato di periferia esistenziale si è intervenuti con azioni di riappropriazione del territorio e di risanamento dello spazio pubblico; l’ambiente, mai posto al centro delle attenzioni e ora filo conduttore delle trasformazioni, a partire dal modello di mobilità urbana che vogliamo applicare”, ha spiegato Chiara Appendino.

“La visione di città che noi vogliamo disegnare parte da quattro pilastri: Torino deve essere partecipata, vivibile, solidale e dinamica”. Sono i filoni di lavoro del piano d’azione Torino 2030: uno sviluppo partecipato e condiviso da tutti i cittadini e le cittadine, che delinei il futuro delle prossime generazioni; una vivibilità a misura di cittadino e cittadina, costruita attorno ai bisogni e alle aspettative con le infrastrutture fisiche e digitali necessarie ad affrontare una realtà in mutamento; una città dove nessuno rimane indietro, che affronti e risolva le contraddizioni sociali ed economiche “non lasciando indietro nessuno”; una comunità che si presenti al mondo come culla dell’innovazione e di sviluppo, impresa e lavoro, sempre tra le più vivaci del mondo.

Tra le eccellenze dell’azione di questa Amministrazione segnalate dalla sindaca, il tavolo di progettazione civica che ha suscitato in ogni ambito cittadino una partecipazione attiva delle persone rinnovando la capacità di essere comunità che affronta e risolve le criticità del territorio. Altro progetto, TorinoCity Lab, una nuova esperienza d’innovazione fisica e sociale che ha trasformato la città in un laboratorio a cielo aperto per l’industria 4.0, dove sperimentare e creare lavoro e opportunità per tutti. La sindaca ha anche ricordato la definizione della nuova linea di metropolitana, con un percorso di 27 km e la concreta possibilità che nel prossimo settembre possano arrivare i primi finanziamenti dallo Stato, e il complesso percorso di risanamento delle palazzine di via Giordano Bruno, con l’obiettivo di rendere nuovamente vivibile il quartiere “attraverso un’azione che pone al centro le persone”.

Alcuni dati importanti sono poi emersi dal lavoro svolto dagli assessorati. Alcuni esempi: i 14 km di nuove piste ciclabili e le 265 colonnine di ricarica per veicoli elettrici; i 16 progetti di trasformazione urbanistica, gli 11 grandi eventi sportivi tra il 2018 e il 2019, i 1053 appuntamenti culturali, la nuova modalità d’iscrizione on line agli asili nido, l’incremento del turismo del 9,12% nello scorso autunno, i 1600 alberi piantati con i cittadini e le cittadine, i 55mila metri quadrati di strade riasfaltate, le 75 assunzioni di persone con disabilità da parte dell’Amministrazione.

E poi, l’illustrazione dei grandi progetti di trasformazione urbana, presentati dal vicesindaco Giudo Montanari e, in parte, da Maria La Pietra e da Alberto Unia. Caserma Aimone con il Federal Building, 2mila posti di lavoro in un unico polo degli uffici ministeriali; via Asti, con la caserma trasformata in piazza con residenze e negozi, a cura dello studio Ratti; ancora la linea Metro 2 e i nuovi interventi di moderazione del traffico con sette isole pedonali e altri percorsi ciclabili; i nuovi interventi sul verde (apertura del galoppatoio militare del Meisino, ad esempio) ed estensione della raccolta differenziata.



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