Inceneritore, nel 2019 continua il monitoraggio sulla salute

Proseguirà anche nel 2019, per gli ultimi risultati sulle diossine e Pcb nei cittadini residenti, il monitoraggio sanitario Spott, promosso dal Comitato locale di controllo sul termovalorizzatore di Torino. Il Comitato e la Città metropolitana sono disponibili ad organizzare nuovi incontri con la popolazione, oltre che con gli amministratori di Comune e Circoscrizioni, per illustrare sia Spott che tutto il lavoro di controllo sulla salute e sull’ambiente che viene portato avanti a tutela della popolazione.

Il Comitato locale di controllo sul termovalorizzatore del Gerbido è guidato dalla Città metropolitana ed è presieduto da Barbara Azzarà, consigliera metropolitana delegata all’ambiente dalla sindaca metropolitana Chiara Appendino.

“E’ nostra ferma intenzione mantenere alta l’attenzione sulla salute dei cittadini – dichiara Barbara Azzarà – Vogliamo che continuino i controlli sulla popolazione e soprattutto vogliamo che i cittadini siano sempre informati su cosa succede nell’impianto e sui rischi ambientali e sanitari di un inceneritore che, a nostro avviso, rappresenta un modello di smaltimento dei rifiuti vecchio e da superare”.

Dunque, terminata questa prima esperienza del progetto Spott (2013-2019), con il 2020 si aprirà una nuova fase, già battezzata Spott 2: una nuova campagna di monitoraggi sanitari sempre promossa dal Comitato e condotta da AslTo3 con l’Asl Città di Torino, Arpa e la supervisione di un apposito Comitato tecnico-scientifico oltre che del Comitato etico dell’ospedale San Luigi di Orbassano.

Anche questo nuovo studio sarà finanziato da Trm, la società che gestisce il termovalorizzatore e avrà una durata pluriennale. Obiettivi e metodi saranno discussi da Città metropolitana, Asl e Arpa nel corso dei prossimi mesi.

Intanto, il report sui metalli nei residenti e sulle diossine e Pcb nei lavoratori dell’impianto offrono valori rassicuranti ma confermano anche la necessità di non abbassare la guardia nei controlli su un impianto che ha bisogno di continue attenzioni e costanti aggiornamenti tecnologici come quelli sperimentati sul mercurio.

Comunque, non cala l’interesse dei cittadini per le questioni ambientali e di salute legate all’inceneritore del Gerbido. L’Incontro pubblico organizzato il 4 dicembre, dal Comitato locale di controllo, a Beinasco, ha visto la partecipazione di un’ottantina di persone. Qui è emerso che, per quanto riguarda le analisi sanitarie e ambientali, si è in presenza di una situazione nettamente migliore rispetto ai primi anni di esercizio, il 2014 e il 2015, quando erano frequenti gli sforamenti dei limiti alle emissioni e quando le aspettative erano per carichi inquinanti dalle portate mai raggiunte in seguito.

Però, secondo i risultati di Spott, dopo tre anni, le analisi sulla presenza di metalli nel sangue e nelle urine dei residenti, comparate con il campione dei “non residenti” nella zona del termovalorizzatore, non indicano un aumento di contaminanti.

Ma le stesse analisi offrono un quadro generale di effetti non positivi sulla salute di inquinamento generale (impatto del traffico veicolare urbano) e stili di vita a rischio (come il fumo) anche se non evidenziano un impatto aggiuntivo dell’inceneritore sulla salute delle persone. Anzi, ci sono alcuni metalli che presentano livelli maggiori nel campione di non residenti rispetto ai residenti.



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