Vuole pagare il biglietto del treno con monetine ma l’operatore non le accetta: “Non siamo una banca”

“Perdonate lo sfogo, ma volevo segnalare che ieri, lunedì 7 gennaio, non mi è stato consentito pagare presso la biglietteria della stazione di Bussoleno un biglietto da 1.90 euro con moneta anche piccola”. Inizia così la lettera di una pendolare inviata al quotidiano Valsusaoggi

La donna, che definisce un’assurdità la scelta, a causa della sua disabilità visiva, non può prendere altro che il treno per spostarsi.  “L’operatore si è letteralmente rifiutato asserendo di “non esser una banca” – scrive la donna –  e che se avessi voluto avrei potuto cambiare i soldi in banca. Assurdo che oggigiorno capitino queste cose”.

E continua: “Sono rimasta amareggiata soprattutto perché a causa della mia disabilità visiva, il treno è  l’unico mezzo che mi permette di spostarmi. E sentirmi dire certe assurdità mi lascia a bocca aperta”.

A discolpa dell’operatore, però, c’è da dire che esiste un regolamento della Comunità Europea sulla libera circolazione dell’euro che spiega: “A eccezione dell’autorità emittente, nessuno è obbligato ad accettare più di cinquanta monete metalliche in un singolo pagamento, a prescindere dal taglio”.



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