Confermata sentenza a 18 anni di carcere per aver ucciso un amico tifoso a bastonate

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza a 18 anni di carcere per Nicola Sansarella, che ha ucciso a bastonate Andrea Gennari di 44 anni, amico tifoso del Novara Calcio dopo aver visto insieme la partita al bar. L’uomo non sarebbe morto subito, ma solo il giorno dopo, quando Sansarella con un complice, Christian Guerrini, ha occultato il suo cadavere nei boschi di Santa Rita. La condanna per omicidio volontario, con le attenuanti generiche e lo sconto di un terzo della pena previsto per il rito abbreviato, è la stessa emessa dal Tribunale di Asti e la Corte d’Appello di Torino. Stefano Allegra, l’avvocato della difesa affiancato in Cassazione dall’avvocato Antonio Foti, ha tentato inutilmente di far derubricare l’imputazione a omicidio preterintenzionale sottolineando che non c’era volontà di uccidere.

La sera di quel 14 dicembre 2015, Sansarella e Gennari avevano visto la partita del Novara Calcio in un bar del rione Santa Rita. Dalle dichiarazioni dell’assassino: “Siccome era ubriaco, non volevo che andasse a casa da solo in macchina fino a Granozzo” e quindi l’ha accompagnato, ma poi è scoppiata una lite e “l’ho colpito con un bastone, ma non alla testa. Non volevo ucciderlo. Quando sono andato via l’ho aiutato a distendersi nel letto della baracca di Christian Guerrini. Era cosciente. Il giorno dopo l’ho trovato senza vita seduto su una sedia. Quindi si era anche alzato, o da solo o aiutato da qualcuno”.

I Carabinieri intervenuti sul luogo del ritrovamento ricostruiscono una situazione diversa: il pestaggio è stato violento, con diversi colpi di bastone. La vittima non è morta subito, ma solo il giorno dopo. Sansarella e Guerrini, presi dal panico hanno poi seppellito il cadavere dell’amico.

Per il complice Guerrini c’è l’accusa di occultamento di cadavere e di omissione di soccorso e il suo legale, l’avvocato Giovanni Agnesina, sta valutando il patteggiamento.