Tornano alla luce gli affreschi romanici nel Santuario della Consolata di Torino

È stato risvelato il cuore romanico del Santuario della Consolata di Torino dopo 240 giorni di lavori, grazie al sostegno della Fondazione CRT che ha raddoppiato le donazioni dei cittadini.

Sono tornati alla luce gli affreschi delle prime campate della storica Chiesa di Sant’Andrea, costruita nell’XI secolo, su cui venne eretto nel 1675 l’attuale tempio Guariniano.

I lavori di recupero, condotti dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, hanno interessato le murature dell’antica chiesa ancora conservate nella cosiddetta Cappella del Convitto. Sono stati rimossi gli intonaci e le coloriture moderne, facendo riemergere alcuni “gioielli” nascosti, risalenti all’epoca romanica, restaurati anche con l’ausilio del laser.

Sulla parete Sud è apparsa una grande figura dalla veste colorata, nell’atto di protendere una mano verso l’alto e reggere con l’altra un cartiglio. Le parole scritte rivelano la possibile identità del personaggio: il patriarca Abramo. Sulla parete Nord sono comparse due grandi figure inquadrate da elementi architettonici, che recano in mano dei cartigli.

Alla sommità delle pareti, nelle fasce decorate, si riconoscono due volti: uno maschile con grandi occhi, naso affilato e barba, il cui copricapo ci dice che potrebbe trattarsi di un monaco, probabilmente San Benedetto, come suggeriscono alcune lettere rinvenute ai lati (i primi monaci della chiesa di Sant’Andrea erano proprio benedettini); l’altro volto, femminile, col capo velato, è caratterizzato da uno sguardo intenso.

Nel catino absidale, di probabile costruzione seicentesca, è stata riportata alla luce una decorazione floreale, a ghirlande e motivi vegetali, nascosta dalle più recenti ridipinture, le cui tracce erano state rilevate già con le prime indagini.

Fondazione CRT, principale sostenitore delle opere di restauro del Santuario e del Convitto della Consolata, nel 2016 dà seguito a queste prime ricognizioni stratigrafiche e archeologiche e ai primi studi, sostenendo la prosecuzione dell’opera di svelamento del cuore romanico, attraverso una modalità innovativa di raccolta fondi, con il raddoppio delle donazioni da parte della Fondazione CRT. La Fondazione avvia così una campagna di fundraising, mettendo a disposizione del Santuario della Consolata una giovane risorsa formata nell’ambito del proprio progetto Talenti per il Fundraising.

La volontà di collaborare al cantiere romanico, mettendo assieme forze e competenze, viene quindi formalizzata: la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Torino redige nel 2018 un protocollo d’intesa che viene congiuntamente firmato dalla Soprintendenza stessa, dal Santuario della Consolata, dalla Curia Arcivescovile, dall’Università di Torino, dal Politecnico di Torino, dal Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” e dalla Fondazione CRT. Viene istituito un gruppo di lavoro composto da funzionari, docenti, tecnici e da liberi professionisti per valutare procedure e metodologie di intervento in vista della definizione di un piano di restauri complessivo, da cui prende avvio la fase più operativa del cantiere romanico.