Domiciliari per i genitori di Matteo Renzi, l’ex premier annulla la presentazione del suo libro al Circolo della Stampa di Torino

Dopo la diffusione della notizia degli arresti domiciliari dei genitori è stata annullata la presentazione del nuovo libro di Matteo Renzi. L’ex premier avrebbe dovuto presentare il volume edito da Marsilio, “Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani”, questa sera alle 21 al Circolo della Stampa di Torino.

A comunicare ai giornalisti l’annullamento dell’incontro sono stati gli organizzatori. Secondo quanto trapelato, l’ex premier avrebbe appreso dell’arresto quando si trovava già alle porte di Torino e avrebbe quindi deciso di fare marcia indietro.

In sala, per assistere alla presentazione di Renzi, c’erano diversi esponenti locali del Pd, tra cui l’ex segretario regionale del partito e attuale parlamentare Davide Gariglio.

“Siamo dispiaciuti e umanamente vicini a Matteo e alla sua famiglia – commenta all’Ansa Gariglio – speriamo che quando accaduto si chiarisca presto”.

L’inchiesta

A quanto si apprende, sono bancarotta fraudolenta ed emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti i reati contestati al padre e alla madre dell’ex premier, Tiziano Renzi e Laura Bovoli, finiti ai domiciliari in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Firenze ed eseguita dalla Guardia di Finanza del capoluogo toscano. Ai domiciliari anche un imprenditore di Campo Ligure, in provincia di Genova.

A quanto si apprende, inoltre, gli arresti domiciliari sono stati disposti nell’ambito di un nuovo filone di indagine scaturito da una delle indagini che sta conducendo la procura fiorentina per presunta bancarotta.
La misura cautelare con l’accusa di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni è stata applicata dal Gip, su richiesta della Procura, nell’ambito di una nuova inchiesta per il fallimento di tre cooperative: si tratta di aziende collegate alla società di famiglia dei coniugi “Eventi 6”.

Nella stessa inchiesta è stato arrestato anche il vicepresidente di una delle cooperative, l’imprenditore Mariano Massone di Campo Ligure: i tre finiti ai domiciliari sono accusati di aver provocato “dolosamente” il fallimento le tre cooperative dopo averne svuotato le casse.



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