La cancelleria penale torinese protesta: non accetta di essere accusata della libertà del killer di Stefano Leo

Hanno protestato oggi, giovedì 11 aprile, con un flash mob organizzato dal sindacato Confsal Unsa, i cancellieri e i dipendenti del Tribunale di Torino. Non sono andate giù le dichiarazioni del presidente della Corte d’Appello Edoardo Barelli Innocenti per il mancato ordine di esecuzione della condanna di carcerazione di Said Mechaquat, l’assassino di Stefano Leo. Il segretario generale di Confsal Unsa Massimo Battaglia e quello regionale Costantino Squeo hanno incontrato prima Barelli Innocenti e poi i lavoratori degli uffici giudiziari per discutere della carenza di personale amministrativo.

Battaglia in una lettera a Barbara Fabbrini, capo del dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria sottolinea la necessità di trovare i veri responsabili del “disservizio”. “Si ritiene necessario verificare che le modalità organizzative adottate dal dirigente siano state concordate e confacenti alle esigenze del personale amministrativo e dei magistrati – scrive Battaglia -. A tal proposito si rileva che i provvedimenti del dirigente amministrativo devono essere concordati con il Presidente della Corte, unico titolare dell’organizzazione amministrativa. Ne consegue che ogni misura organizzativa adottata dovrebbe essere valutata e ritenuta idonea non solo dal dirigente ma anche dal Presidente della Corte. Inoltre, è doveroso segnalare la disfunzione nell’andamento dell’ufficio giudiziario interessato al Ministero della Giustizia Il settore penale della Corte di appello di Torino versa in una situazione di grave sofferenza con oltre 20 mila affari penali pendenti”. “Da qui – prosegue Battaglia – la richiesta di accertare ogni responsabilità anche attraverso un’ispezione, di verificare le eventuali negligenze del dirigente amministrativo ma soprattutto di intervenire urgentemente per arginare l’affanno organizzativo e correggere il disordine relativo alla suddivisione del lavoro giudiziario, mediante un intervento sulla pianta organica del personale amministrativo in forza alle cancellerie. Il problema è grave ed è generalizzato: lo scorso 2 aprile ho incontrato il ministro Bonafede e gli ho chiesto di avviare procedure d’urgenza per ulteriori assunzioni rispetto a quelle già autorizzate, con scorrimento di tutte le graduatorie degli idonei”.