Diplomi e lavori falsi per entrare nella scuola pubblica, già in 110 licenziati tra segretari e bidelli.

La denuncia è partita dall’USP, Ufficio Scolastico Provinciale, a cui è stato segnalato dalle scuole un’anomala presenza di aspiranti con età molto giovane, ma già con punteggio molto alti, sia per i titoli che per i servizi svolti. Oltretutto era molto sospetto il conseguimento dei titoli per la maggior parte in scuole paritarie di altre regioni e il lavoro era svolto, spesso per poche ore, in scuole paritarie di altre regioni. Controllati i versamenti all’Inps, non risultavano contributi a favore di questi lavoratori.

Il caso ha permesso il licenziamento da Ottobre a oggi dalle scuole torinesi di 110 persone, tutte provenienti dalle regioni Campania, Calabria e Sicilia. È stato scoperto che alcuni per i diplomi falsi e le ore di lavoro che permettevano loro di raggiungere un punteggio alto a fine anno hanno pagato da 5 a 15 mila euro.



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