Fusti dissotterrati nella ex Sorin di Saluggia: secondo Arpa Piemonte ci sono livelli di radioattività superiori al fondo ambientale

A distanza di sei mesi dalla denuncia di Legambiente alla Procura della Repubblica che parlava di rifiuti radioattivi interrati sotto il piazzale della ex Sorin di Saluggia ci sono i primi riscontri.
Nel corso di alcuni scavi, disposti dalla magistratura, sono venuti alla luce cinque fusti radioattivi. Ora si indaga sui cosa contengano questi fusti e quando siano stati interrati.

Il Tg1 ha seguito la vicenda con un servizio che racconta la storia dei fusti che un escavatore che stava lavorando sulle fondamenta per realizzare un nuovo deposito nucleare, portò accidentalmente alla luce. L’escavatore si imbatté nei fusti e in una costruzione in cemento e acciaio. Secondo un ex dipendente qualcuno diede immediatamente ordine di risotterrarli e di ricoprirli con una colata di cemento.

Il terreno è ora di competenza di LivaNova, l’azienda del settore biomedicale che ha rilevato l’attività di Sorin a Saluggia, dopo la fusione tra la stessa Sorin e l’americana Cyberonics. LivaNova in un counicato ha raccontato di continuare a collaborare con le autorità competenti nelle attività di indagine conseguenti all’interrogazione parlamentare presentata nell’estate del 2018, relativa alla presenza di rifiuti nucleari presso la sede di Saluggia dove  è stato attivato un reattore nucleare di ricerca , prima che il sito fosse convertito ala produzione di dispositivi medici.

Arpa Piemonte ha diffuso un comunicato sulle analisi a Saluggia in cui si è evidenziata la presenza di livelli di radioattività superiori al fondo ambientale in prossimità dei fusti.

Il comunicato Di Arpa Piemonte

Nell’estate del 2018, a seguito della segnalazione di un ex dipendente Sorin (ora Livanova Site Mangement srl), era emersa la necessità di effettuare una indagine geofisica presso il sito Livanova di Saluggia per verificare l’eventuale interramento di rifiuti radioattivi.
In conseguenza degli esiti delle indagini geofisiche è stato effettuato presso il sito uno scavo il 28 maggio 2019 che ha evidenziato la presenza di fusti interrati. Arpa Piemonte, presente durante le operazioni a supporto dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN), ha riscontrato livelli di radioattività superiori al fondo ambientale in prossimità dei fusti. Su disposizione della Procura della Repubblica di Vercelli, a suo tempo informata dei fatti, è stata posta sotto sequestro l’area dove sono stati stoccati i fusti contaminati.
Arpa Piemonte ha inoltre effettuato dei campionamenti di materiale dai fusti e di suolo per procedere alla caratterizzazione radiometrica ed all’indivudazione dei radionuclidi presenti.
Sono altresì stati anticipati i campionamenti dell’acqua di falda superficiale dai piezometri presenti nell’area e facenti parte della rete di monitoraggio radiologico al fine di verificare eventuali modifiche dei livelli di contaminazione radioattiva rispetto a quelli storicamente presenti.
A partire dal 2007 infatti i controlli hanno evidenziato la presenza di Sr-90 (Stronzio 90), Co-60 (Cobalto 60) e H-3 (Trizio) in concentrazioni estremamente basse che si sono mantenute stabili nel tempo e che non hanno mai evidenziato pericoli per l’ambiente e la popolazione.