La custode della seta, intervista con Manuela Chiarottino

Su queste pagina abbiamo più volte avuto modo di parlare con Manuela Chiarottino, autrice estremamente varia e prolifica. Questa volta parliamo de La custode della seta, appena uscito per Buendia Books.

Anna ha aperto a Torino un curioso negozio in cui riesce a dare nuova vita ad abiti usati. In realtà fa molto di più, perchè lei è in grado di scoprire la storia che quegli abiti nascondono, ricrearla, farsela addirittura raccontare. Questo è quello che dovrà fare quando alla sua porta si presenterà un’anziana donna con un vecchio abito da ballo. Trovate qui la recensione completa del libro.

Manuela Chiarottino ha risposto alle mie domande.

Che storia può nascondere un abito usato? E’ questo lo spunto che ti ha spinto a scrivere “La custode della seta”?

Credo che ogni oggetto del passato possa nascondere una storia, un mistero o semplicemente un ricordo che, se si materializzasse, farebbe affiorare chissà quali emozioni.
A volte mi è capitato di vedere delle cose antiche ai mercatini, una borsa, un cappellino, un qualsiasi oggetto, e immaginarmi quale storia potesse nascondere. L’idea di un vestito mi sembrava la più romantica e congeniale per il piccolo giallo che ho introdotto nella storia.

Come nasce Anna, la protagonista del racconto?

Da tante suggestioni, anche dal ricordo di mia madre con la sua vecchia macchina da cucire e i rocchetti di filo colorati disposti in fila.

Sullo sfondo c’è in effetti la Torino magica, ma non quella intesa nella tradizionale accezione di magia nera…

Ho parlato spesso di Torino nelle mie storie, e anche della Torino magica di cui accenni, però in questo caso la magia appartiene solo ad Anna che, con la sua eccezionale sensibilità e il suo intuito, scopre i segreti del passato.

Tra i (pochi) personaggi di questa storia, mi sembra che l’anziana donna che porta l’abito ad Anna abbia un’aura particolare. Come è nato questo personaggio?

In questa storia ci sono tre personaggi femminili, l’anziana donna rappresenta il collegamento tra tutte loro, tra passato e presente. Volevo che facesse pensare a una vecchia zia di quelle con il colletto di pizzo, i modi all’apparenza aristocratici e burberi, eppure decisamente simpatica.

Cosa ti affascina del passato e della storia delle persone?

Mi chiedo come vivessero rispetto a me, se ci sono dei sogni, paure, emozioni, che sono uguali al di là del periodo in cui si vive. Mi piace guardare le vecchie cartoline dei paesi e scoprire come sono cambiati. A volte le storie dei nostri nonni, parenti, sono più sorprendenti di quanto possiamo immaginare.