Blitz contro i capi ultrà dei bianconeri, il Questore: “Juve-Verona a rischio”

“Quella di sabato era una partita già attenzionata. Sono due tifoserie con ideologie differenti. Ora aumentano i rischi perché sono prevedibili reazioni”. Così il questore di Torino Giuseppe De Matteis in vista di Juventus-Verona, che si disputerà sabato prossimo all’Allianz Stadium, prima gara di campionato dopo l’azzeramento dei vertici dei gruppi ultrà juventini finiti nell’inchiesta ‘Last banner’ coordinata dalla Procura di Torino.

Icapi e i principali referenti dei gruppi ultrà della Juventus, infatti,  sono stati arrestati nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Torino, che ha portato all’emissione da parte del gip di 12 misure cautelari.
Le accuse nei confronti degli ultras sono, a vario titolo, associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata. In corso anche decine di perquisizioni in diverse città italiane. L’indagine, condotta dalla Digos e dal gruppo criminalità organizzata della procura, coinvolge tutti i principali gruppi del tifo organizzato: ‘Drughi’, ‘Tradizione-Antichi valori’, ‘Viking’, ‘Nucleo 1985’ e ‘Quelli… di via Filadelfia’.

Le reazioni della tifoseria 

Uno striscione con la scritta “La curva Sud è morta” è stato appeso a Torino, in corso Grosseto, poco lontano dall’Allianz Stadium. Il riferimento è alle misure cautelari disposte dalla Procura di Torino ed eseguite dalla Digos nei confronti dei principali leader ed esponenti di alcuni gruppi ultrà bianconeri. Secondo alcune ipotesi, a srotolare lo striscione potrebbero essere stati alcuni esponenti del gruppo “Drughi giovinezza”.
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Gli arrestati Dino Mocciola  leader dei Drughi, Salvatore Cava, Domenico Scarano, Umberto Toia, leader di Tradizione, Luca Pavarino, Sergio Genre. Per Fabio Trincchero, Giuseppe Franzo, Christian Fasoli, Roberto Drago sono stati disposti i domiciliari. Misura cautelare dell’obbligo di dimora invece per Massimo Toia e Massimo Corrado Vitale.

Secondo la pm Chiara Maina e il procuratore aggiunto Patrizia Caputo, che hanno coordinato le indagini della digos, era stata creata un’associazione a delinquere che ricattava esponenti della Juventus per cercare di continuare ad avere biglietti agevolati per le partite all’Allianz Stadium e gestire così il bagarinaggio.