Fuggì da una finestra al primo piano della Questura di Torino, preso in Spagna

Lay Moussa, 35 anni cittadino gabonese era comparso davanti al pm Giulia Rizzo il 4 giugno scorso assistito dall’avvocato Enrico Moschin per la violenza sessuale di gruppo nei confronti di una donna, usata come merce per pagare la droga. Moussa era riuscito a scappare saltando giù da una finestra del primo piano della Questura di Torino e a far perdere le proprie tracce.

L’atletico fuggiasco, alto quasi 2 metri, grazie alla rete di piccoli spacciatori della zona di Lungo Dora era riuscito a scappare in Spagna dove aveva già ottenuto un permesso di soggiorno sotto il nome fittizio di Papi Fall, cittadino senegalese.

Anche a Torino militava in una squadra dilettantistica composta da senegalesi che si riuniscono al campo della Colletta, da dove erano partite le indagini del pm Rizzo che già poche settimane dopo la fuga lo avevano individuato a Torrevieja vicino Alicante, città della costa catalana dove vive la sorella di Moussa.

Mobilitata l’Interpol con la collaborazione dei Mossos d’Esquadra, gli agenti della policia de la Generalitat ieri pomeriggio hanno arrestato Moussa non senza un tentativo di resistenza, ma stavolta, memori della precedente fuga, è stato legato con le manette ai polsi e alle caviglie. L’accusa per il Gabonese è di spaccio di droga e di evasione.