Per la Corte d’Appello di Torino c’è un nesso tra i cellulari e alcuni tipi di tumori: il caso di un impiegato Telecom Italia

Per 15 anni ha usato in modo continuato e costante per almeno tre ore al giorno il cellulare durante il lavoro da impiegato di Telecom Italia e secondo Roberto Romeo, assistito dallo studio legale Ambrosio e Commodo, questo gli ha causato un neurinoma nel nervo acustico.

Già nel 2017 il Tribunale di Ivrea gli aveva dato ragione, riconoscendogli una disabilità del 23% per aver perso l’udito dell’orecchio destro dopo l’intervento per rimuovere il tumore benigno ma invalidante procurato dall’esposizione per lavoro alle radiofrequenze del telefono. Al torinese di 56 anni i giudici hanno confermato un vitalizio di indennizzo da parte dell’Inail di sei mila euro all’anno in conseguenza alla malattia professionale.

Nonostante alcuni studi correlino l’uso intensivo e ravvicinato al corpo, soprattutto alla testa, dei telefoni cellulari e due tipi di tumori (il glioma e il neurinoma), il tema è ancora molto discusso e sono necessarie ulteriori ricerche. Per ora, solo IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS ha riconosciuto le onde a Radio Frequenza come “possibili carcinogeni umani” (gruppo 2B), mentre altre agenzie come FDA, Food and Drug Administration, NCI, National Cancer Institute e CRUK, Cancer Research UK, considerano i cellulari sicuri con il principio di precauzione, ovvero di usarli poco e tenerli lontani dal corpo servendosi di auricolari.