Giovane monregalese finisce nelle mani di produttori di droga in Inghilterra, trattenuto all’estero dalla giustizia

Si chiama Leonardo Motera, ha 18 anni, e si era trasferito da Mondovì in Inghilterra per lavorare, ma lì è finito nelle mani di produttori di droga. Dopo un blitz della polizia si trova ora agli arresti domiciliari in Regno Unito impossibilitato a tornare in Italia.

Avevano trovato un accordo per il lavoro ma una volta arrivati sul posto, Leonardo Motera ha capito che c’era qualcosa che non andava. Ha scoperto di essere stato portato in un opificio a Lenwade e che il “lavoro” sarebbe stato tutt’altro di quanto previsto. Il giovane è stato poi sequestrato e costretto a lavorare alla produzione di piante di cannabis e, per impedirgli di fuggire o allertare qualcuno, lo avevano privato del telefonino e del passaporto. In seguito a un blitz della polizia, Leonardo è stato arrestato dalle autorità britanniche e si trova tutt’ora in Regno Unito agli arresti domiciliari in attesa del suo processo il quale è stato rinviato dal 13 gennaio al 6 luglio.

“Una situazione paradossale – commenta, come riporta targatocn, l’avvocato difensore Enrico Martinetti -. Oltre a essere innocente, il mio assistito è stato vittima di sequestro di persona e riduzione in schiavitù. È paradossale che sia costretto da mesi in Inghilterra senza poter tornare in Italia ed abbracciare la sua famiglia. La situazione a livello processuale non è per nulla confortante poiché era prevista una prima udienza dibattimentale il 13 gennaio, che è stata rinviata d’ufficio al 6 luglio. Il che sta a significare che, salvo che intervenga prima un accordo di cooperazione tra il Ministero della Giustizia italiano e quello inglese, e dunque una soluzione per via amministrativa (cosa che allo stato attuale non mi pare così probabile possa avvenire in tempi brevi), diversamente Leonardo sarà costretto a rimanere in Inghilterra a disposizione dell’Autorità giudiziaria inglese fino al termine del processo, il cui inizio è previsto soltanto il 6 luglio”.



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