Novità in Piemonte: l’infermiere dell’emergenza sanitaria vi risponde in videochat

Da oggi, dopo una prima fase di sperimentazione, l’infermiere che risponde alle chiamate di emergenza sanitaria può vedere in videochat la situazione e gestire il primo soccorso fino all’arrivo dei colleghi sul posto. Una novità in Piemonte, prima regione in Italia ad adottare questo sistema. Oltre alle orecchie, gli occhi posso valutare eventuali errori nel recepimento delle indicazioni e correggere in corsa: ritmo e profondità di un massaggio cardiaco ad esempio. Le immagini aiutano anche a capire durante incidenti con molte vittime quanti e quali mezzi inviare.

Per Marco Raviolo, direttore del dipartimento regionale di emergenza, si tratta del coronamento di un lavoro di progettazione durato un anno:

Dopo il via libera avuto dall’assessore a dicembre siamo andati di corsa e, nel giro di due mesi, siamo in grado di avere uno scambio di informazioni video sia con i pazienti che con i familiari che ci chiamano.
Fino a ieri avevamo una gestione che si basava soltanto su dati. Da oggi possiamo essere connessi fisicamente sul posto della chiamata e vedere le immagini dello scenario per poter assumer informazioni e dare la risposta migliore in base al tipo di evento.

Dopo la ricezione della chiamata sarà l’infermiere che la gestisce a decidere se attivare o meno la videochat, inviando un link allo smartphone dell’utente. Cliccando sul link si attiverà la videocamera e quindi la comunicazione visiva.

Per l’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi si tratta di un servizio eccezionale, straordinario:

Avete svolto un lavoro straordinario, a livello regionale avete saputo fare squadra e coordinarvi. Da dicembre avete implementato un apparato già molto strutturato, e l’avete fatto in tempi… cinesi. È impressionante sapere come la videochat potrà essere di grande aiuto, anche in termini di risultato, di vite salvate.
Sono orgoglioso di avervi dato fiducia: aggiungiamo un primato a quello che abbiamo già, con un ospedale da campo tra i nove al mondo certificati di secondo livello. Spesso leggiamo impropriamente cose non troppo edificanti per la sanità. Questo ultimo tassello per il Piemonte è un fiore all’occhiello, un grande passo avanti che non ha avuto costi esorbitanti.



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