Torino, 40enne arrestato per maltrattamenti in famiglia: la compagna sfugge dall’aggressione con uno storditore elettrico

Due anni, questo il tempo necessario a una donna residente nel quartiere Madonna di Campagna a Torino per chiedere aiuto. Le violenze del compagno sono aumentate con l’abuso di alcol, spesso innescate da futili motivi, come quello di domenica 9 febbraio scorso, quando l’uomo è andato in escandescenze perché non trovava il proprio cellulare. Prima le stoviglie in frantumi, poi l’assurda richiesta alla donna, che si era rifugiata in camera da letto, di raccogliere i cocci. La compagna ha acconsentito e mentre era china a pulire lui le ha afferrato il collo, l’ha scaraventata per terra e l’ha colpita con tale violenza da rompere l’ingessatura alla gamba della donna. Con un martello manda in frantumi i cellulari della vittima.

La violenza sembrava essersi placata, ma l’uomo è tornato a dirigere la sua aggressività prima contro le cose, scardinando una porta, poi contro la compagna, che nel frattempo aveva raggiunto lo stun gun, uno storditore elettrico comprato per paura dell’uomo. Il timore non era infondato dato il comportamento e la passione di collezionare armi di lui. Nei pressi della porta, ha urlato per chiedere aiuto e poi è riuscita a rifugiarsi dalla vicina di casa.

All’arrivo dei poliziotti l’uomo aveva addosso un coltello serramanico, mentre nei mobili della camera da letto erano custoditi un machete, tre coltelli, un coltellino svizzero e due tirapugni. La casa era a soqquadro, piena di segni della furia appena passata. Dai racconti della compagna, l’uomo era già arrivato a situazioni estreme come quella di domenica, in un caso obbligandola a dormire tutta la notte sul pianerottolo.

Per i fatti narrati il 40enne è stato arrestato dagli agenti della squadra volante con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.