Per uscire dall’epidemia da coronavirus dobbiamo cambiare modo di vivere. Gli anziani evitino contatti e si muovano meno possibile

Durante la conferenza stampa di presentazione dei dati disponibili al 7 marzo sul coronavirus il capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli e il presidente dell’Istituto superiore di sanità,

Silvio Brusaferro hanno avuto parole chiare: “Per vincere il virus dobbiamo cambiare modo di vivere, no ad atteggiamenti superficiali. Serve grande attenzione e consapevolezza da parte di tutti. Gli anziani in virtù della loro fragilità, assumano un comportamento di protezione e si muovano meno possibile. Se devono muoversi evitino luoghi affollati e soprattutto non si rechino in sale di attese di studi medici, pronto soccorso o altri luoghi dove avvengono contatti stretti. Chi ha dispnea e febbre, specie se in età avanzata, chiami il proprio medico e chieda assistenza. Sono i due sintomi più frequenti per le persone che vanno incontro a decesso”.

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a covid-19 è 81.4. Le donne sono 48 (31.0%). Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,6. I decessi avvengono in grandissima parte dopo gli 80 anni e in persone con importanti patologie pre-esistenti: nel dettaglio la mortalità è del 14,3% oltre i 90 anni, dell’8,2% tra 80 e 89, del 4% tra 70 e 79, dell’1,4% tra 60 e 69 e dello 0,1% tra 50 e 59, mentre non si registrano decessi sotto questa fascia d’età. Complessivamente, 21 pazienti (15,5% del campione) presentavano 0 o 1 patologia, 25 (18,5%) presentavano 2 patologie e 70 (60,3%) presentavano 3 o più patologie; per 19 pazienti non è stato ancora possibile recuperare ad oggi l’informazione. Ipertensione e cardiopatia ischemica si confermano le patologie più frequenti.

Conferenza stampa del 7 marzo ore 18

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Posted by Dipartimento Protezione Civile on Saturday, March 7, 2020



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