Il Coronavirus e la TAV in Valle Susa: i lavori hanno rallentato, mentre eurodeputati francesi chiedono che i fondi siano dirottati

Dopo l’inizio dell’epidemia di coronavirus si è avuto il rallentamento dei lavori dei cantieri per la TAV in Valle Susa. Nei i sei cantieri attivi è garantita la manutenzione, e la sanificazione dei locali, come già fatto a Chiomonte nelle scorse settimane.

Mario Virano, direttore di TELT, la società incaricata di costruire il TAV, nel commentare la notizia: “L’opera nonostante tutto va avanti: entro fine mese ci sarà la firma a Bruxelles sull’accordo per i finanziamenti e a fine aprile le offerte per il bando di gara per il tunnel di base lato francese”.

D’altra parte alcuni eurodeputati francesi hanno chiesto di redirigere i finanziamenti per il TAV verso altro progetti.

In una nota pubblicato mercoledì l’INEA (Innovation and Networks Executive Agency), l’agenzia che lei dirige, segnale che sta facendo tutto il possibile per garantire continuità alla sue attività, nonostante la situazione eccezionale legata al COVID19. In questo contesto, siamo venuti a conoscenza del fatto che l’INEA potrebbe firmare prima del 31 marzo l’accordo per prolungare la sovvenzione accordata all’azienda TELT nel quadro del progetto della linea ad alta velocità Lione-Torino.

Oltre al fatto che gli estremi di questa eventuale proroga non ci sono stati trasmessi nonostante li abbiamo richiesti a più riprese, ci sembra che, visto il contesto attuale, la prudenza e il buon senso implicherebbero di sospendere la decisione. Il settore dei trasporti, in effetti, è colpito in pieno dall’attuale crisi, numerose imprese si trovano in grave difficoltà finanziaria e progetti urgenti non potranno essere realizzati. Per questo la Commissione europea, e quindi l’INEA, devono raddoppiare la loro cautela prima di concedere finanziamenti pubblici. E, in caso, ri-orientarli verso progetti e settori prioritari.

Tra l’altra, come sapete, il progetto TAV pone un certo numero d’interrogativi. La giustificazione economica si basa su previsioni di traffico ampiamente sovrastimate, come ha fatto notare la Corte dei conti il costo globale del progetto è esorbitante, esistono alternative molto meno onerose, gli impatti negativi sull’ambiente sono considerevoli e i vantaggi in termini di emissioni non si faranno sentire che, nel migliore dei casi, dopo 15 anni. In più TELT ha già accumulato ritardi a ripetizione nell’esecuzione dei lavori rimettendo in causa la sua affidabilità.



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