Continuano le indagini della Guardia di Finanza sugli appalti truccati nelle ASL a Torino, Novara e Alessandria

L’indagine della Guardia di Finanza di Torino sulla corruzione nelle ASL in Piemonte ha portato i militari ad effettuare decine di perquisizioni nelle strutture ospedalieri.

Le ipotesi di reato della procura sono di turbativa d’asta e corruzione con conseguenti danni patrimoniali ed economici al servizio sanitario nazionale e coinvolgono 19 persone e cinque società, tra cui la Hartmann di Verona, la Aries di Modena, e altre realtà torinesi referenti locali delle ditte maggiori. Durante l’operazione i finanzieri hanno anche sequestrato preventivamente conti correnti riconducibili a tangenti ricevute da parte di uno degli indagati di Torino.

Coinvolte quattro aziende sanitarie piemontesi: la Asl Città di Torino, la AslTo4, la Asl di Novara e quella di Alessandria. Sono finiti sotto accusa gli appalti per la fornitura di camici, e la fornitura di infusori chemioterapici,

La prassi descritta nelle indagini era di adattare i capitolati di gara per le forniture di materiale sanitario alle Asl in modo da favorire le aziende coinvolte. In cambio, ai componenti delle commissioni di gara, gli imprenditori offrivano denaro, gioielli e oggetti preziosi.

All’ospedale di Alessandria le indagini hanno portato ad scoprire un coordinatore infermieristico, membro della commissione per la gara d’appalto per l’aggiudicazione della fornitura di prodotti e apparecchiature mediche per la chemioterapia che, secondo le indagini, avrebbe favorito una specifica azienda.

L’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Genesio Icardi Ha così commentato le indagini : “Ci vogliono più anticorpi contro la corruzione, che sottrae risorse economiche alle cure dei piemontesi. Abbiamo previsto nella Direzione Sanità uno specifico settore Anticorruzione e Vigilanza che, a breve, sarà attivato proprio a contrasto di questi fenomeni. Nel merito di oggi, è del tutto prematuro esprimere valutazioni, se non ringraziare chi conduce le indagini che hanno come obiettivo far emergere eventuali episodi criminosi: esprimo la mia più ferma condanna rispetto a reati, come la turbativa d’asta e la corruzione, particolarmente gravi”.

Salvatore Lo Presti, segretario territoriale NurSind Alessandria, ha commentato la notizia: “Una delle responsabilità maggiori dei coordinatori è proprio quella amministrativa che, potrebbe sfociare nel penale in casi come le gare di appalto, laddove un’azienda esclusa metta in discussione la gara paventando irregolarità. Naturalmente non vogliamo colpevolizzare nessuno fin tanto che non vi siano prove certe del dolo; e nel frattempo siamo vicini ai colleghi che vi si trovino inconsapevolmente imbrigliati. Inoltre il NurSind ha stipulato per i propri iscritti un’apposita polizza che copra il maggiore possibile dei rischi connessi alla professione, compresa la responsabilità amministrativa dei coordinatori”.