Il lockdown ha incrementato l’uso di internet, ma non c’è stata maggiore esposizione per la popolazione

L’incremento del traffico sugli impianti per telefonia mobile, dovuto ad un uso più intensivo di sistemi di comunicazione digitale e trasmissione dati nel periodo di lockdown, ha riguardato prevalentemente i sistemi 4G (tecnologia LTE) ed ha dato luogo ad un aumento non significativo nei livelli medi di esposizione a campi elettromagnetici della popolazione piemontese. Sono queste le conclusioni di Arpa Piemonte in seguito ad un’approfondita analisi dei dati che trovate nel dettaglio sul sito dell’Agenzia.

Sono state attivate – continua Arpa -, già nella fase 1 del lockdown, delle campagne di misura con centraline di monitoraggio in continuo nei siti potenzialmente più critici al fine di controllare possibili sforamenti dei limiti indotti dagli incrementi di traffico. Al momento, è stato individuato un sito con il superamento del valore di attenzione di 6 V/m da validare, ai sensi della normativa, con misure in banda stretta. L’individuazione di tali possibili superamenti dei limiti dà luogo alla riduzione a conformità degli impianti interessati secondo le normative vigenti.



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