Il 27 settembre si voterà in Svizzera per il referendum per un’immigrazione moderata

Il prossimo 27 settembre si voterà in Svizzera per 5 consultazioni tra cui il referendum di iniziativa popolare per un’immigrazione moderata sulla limitazione dell’accesso nel paese dei migranti economici.

Un comitato contrario alla libera circolazione delle persone ha lanciato l’iniziativa per la limitazione. Questa sostiene che in Svizzera si stia assistendo a un’immigrazione di massa; questa porta a un aumento della disoccupazione e mette in pericolo il benessere, la libertà e la sicurezza dei cittadini svizzeri.

Secondo il Consiglio federale invece, la via bilaterale scelta dalla Svizzera è fatta su misura per rispondere alle esigenze del paese e dei suoi cittadini. I bilaterali garantiscono relazioni equilibrate con il nostro principale partner commerciale; senza di essi si metterebbe a rischio la prosperità e il mondo del lavoro svizzero.

Se l’iniziativa per la limitazione venisse accettata – e dunque se la Svizzera mettesse fine all’ALC – il Consiglio federale disporrebbe di 12 mesi per negoziare in modo consensuale con l’UE la fine della libera circolazione. In caso di fallimento di questi negoziati, il Consiglio federale dovrebbe metter fine in modo unilaterale all’ALC nei 30 giorni successivi: interverrebbe allora la clausola ghigliottina che segnerebbe la fine di tutti i 7 accordi bilaterali.

Ad essere potenzialmente danneggiati dal possibile esito positivo della consultazione saranno gli italiani, che anche dal Piemonte del nord quotidianamente attraversano il confine per raggiungere la propria occupazione in Svizzera.



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