Violenza in piazza, il questore De Matteis: “all’opera professionisti della violenza”

Dopo gli scontri di ieri sera, partiti da piazza Castello, che ha coinvolto circa 500 persone che hanno saccheggiato e distrutto le vetrine di almeno 50 negozi in via Roma e altre vie del centro, il questore De Matteis fa il punto della situazione.

“Quella di ieri è stata una pagina nera per la storia di Torino e dell’ordine pubblico. Abbiamo visto all’opera professionisti della violenza”- dichiara De Matteis -. “Noi avevamo tre priorità: garantire alle persone la possibilità di manifestare chi vive un disagio, evitare infiltrazioni violente e evitare che le due manifestazioni, di piazza Vittorio e piazza Castello, venissero in contatto”.

Dalla ricostruzione del questore: “Dalle 18.30 avevamo iniziato ad avere  segnalazioni di persone che si avvicinavano al centro . Da subito c’è stata una plateale strumentalizzazione. Per due ore la polizia è stata fatta bersaglio di lanci di bottiglie e sanpietrini. Ci rendevamo conto che non cercavano lo scontro ma cercavano di creare diversivi per prendersi la piazza. Quando hanno capito che non sarebbero riusciti a prendere la piazza hanno creato diversivi sparpagliandosi in piccoli gruppi nelle vie del centro. Abbiamo fatto fronte alle devastazioni con le gazzelle e le volanti, e la manovra è riuscita perché siamo riusciti a fare arresti in flagrante”.

Secondo De Matteis c’era una regia sotto i disordini: “Abbiamo capito che la piazza era organizzata perché l’obiettivo era quello di tirarci fuori da piazza Castello cercando di attirarci nelle zone periferiche e di disgregare le nostre forze. Parliamo di soggetti criminali che aderiscono alle tifoserie e giovani già dediti alla delinquenza. Quella di ieri non è stata una giornata di malumore sociale, il malcontento per le misure del dpcm non c’entra con chi ieri ha creato gli scontri, gesti criminali condotti da delinquenti professionali. Tra gli arresti che abbiamo fatto non c’è nessuna brava persona”.

“Per il  futuro rimangono le preoccupazioni per la mobilitazione di piazza ma quello di ieri non può essere un parametro” – conclude il questore.