Torino Dark, intervista con Daniela Schembri Volpe

Torino, lo sapete, è la città magica per eccellenza. Addirittura unica città al mondo ad essere contemporanemente vertice del triangolo della magia bianca (con Lione e Praga) e della magia nera (con San Francisco e Londra). Daniela Schembri Volpe ha voluto tornae su questo tema con il suo Torino Dark, Edizioni del Capricorno.

Lo ha fatto in maniera viva e coinvolgente, narrando di origini e misteri, di storie macabre, del boia di Torino, dei delitti più cruenti, di massoneria ed esoterismo, fino ad arrivare al cinema, con l’amore di Dario Argento per la città con i suoi sette film qui girati. Trovate la recensione approfondita del libro qui.

Daniela Schembri Volpe ha risposto alle mie domande.

I libri sulla Torino magica e misteriosa sono innumerevoli. Cosa propone Torino Dark di diverso dal materiale che già esiste?

Sì le pubblicazioni su Torino dal punto di vista esoterico sono numerose, ma io ho voluto esplorare le atmosfere noir di Torino a 360 gradi andando oltre i luoghi classici dell’esoterismo e dedicando alcuni capitoli al noir dei delitti dall’Ottocento fino ai primi del Novecento, con casi che fecero molto scalpore nell’opinione pubblica. Casi in cui il pubblico faceva ressa per ascoltare i dibattimenti e vedere i colpevoli, basti pensare che addirittura andavano in stampa cartoline con i visi degli imputati e si utilizzavano plastici (come quelli di Vespa per intenderci). Mi è sembrato poi doveroso omaggiare con un capitolo il maestro horror italiano Dario Argento, accostando i luoghi torinesi alle scene dei suoi film. Inoltre spicca un curioso capitolo sulle epidemie che colpirono la città da cui si desume che, nonostante siano passati secoli, il modo di affrontarle rimane molto simile…

A chi è indirizzato il libro?

Il libro è indirizzato ai curiosi di Torino e delle sue mille sfumature “dark”.

Ci racconti come hai voluto organizzare l’opera?

Le mie opere non seguono un’organizzazione a priori, semplicemente raccolgo il materiale, lo “passo al setaccio” eliminando ciò che reputo troppo scontato e proseguo scrivendo di quanto resta della parte sorprendente, quella che incolla alle pagine il lettore. In Torino dark adoro i punti in cui parlo delle sindoni di piazza san Carlo, dell’ombra del frate incappucciato su di un portone, del Torino d’Argento tour locations, delle “prodezze” della banda Cavallero…

Da cosa nasce il “mito” di Torino città magica?

Ho cercato a lungo dove affondano le radici di Torino Magica, dei due triangoli, bianco e nero. Sembrano ricondursi a un lunario trovato a Chartres ma l’aura esoterica è data anche da un lavoro di propaganda messo in atto dagli storici della corte sabauda per dare alla stirpe ieratiche origini; ricordo anche che con lo Statuto Albertino arrivò la libertà di culto che aprì le porte a stravaganti esoterismi e divinazioni, la nascita a Torino della società spiritica, di logge massoniche e negli anni Settanta la spinta di certa stampa che completò il lavoro, i libri (dei veri e propri long seller) di Giuditta Dembech e di Renzo Rossotti; personaggi come il mentalista Rol e tanto altro, credetemi…

Qual è l’aspetto della Torino nera che ti incurioscisce di più?

L’aspetto della Torino nera che mi incuriosisce di più è sociologico. L’esoterismo, la cronaca nera, le esecuzioni, i delitti efferati, gli antichi cimiteri… insomma il mistero e il Male con la emme maiuscola affascinano il lettore. Si predica il bene ma si è attratti dalle vicende del male. Non è curioso?

Chi ha realizzato le splendide immagini che accompagnano il libro?

Le immagini del libro, assolutamente evocative e fascinose, pertanto riuscitissime, sono create dalla matita di Giovanni Gentile.