L’ospedale Maria Vittoria di Torino segnala alla polizia gli stranieri senza documenti, il consigliere Pd Daniele Valle: “Ammalarsi non è un reato”

“Ammalarsi non è un reato”. E’ l’esordio del consigliere del Partito Democratico, Daniele Valle, che ha chiesto conto alla Regione per spiegare la decisione del Direttore Sanitario dell’ospedale Maria Vittoria e Amedeo di Savoia di Torino che prevede “un iter per l’identificazione degli stranieri privi di documento di identità ricoverati presso i due ospedali con l’intervento della polizia locale”.
Una decisione che cozza con il testo unico dell’immigrazione, continua Valle, che prevede che “l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.
Ammalarsi non è un reato – scrive Valle – non esiste alcuna legge che colleghi il ricovero in ospedale con l’identificazione da parte delle forze dell’ordine. La salute è un diritto assoluto e universale nel nostro paese, quindi è importante ribadire che non esiste alcuna legge che subordini o colleghi il diritto alla cura al diritto all’identificazione del paziente. Per questo – continua –  ho presentato nel ConsiglioRegionale di domani un’interrogazione urgente a risposta immediata all’Assessore Icardi in cui chiedo quali siano le indicazioni della Regione Piemonte a riguardo.
“Non possiamo lasciare che persone si ammalino senza la possibilità di essere curate, né disincentivare l’accesso alle strutture sanitarie in un momento tanto delicato, diventando un pericolo per sé stessi e per gli altri – conclude -.  Gli ospedali dovrebbero essere rifugio, ricovero, luogo di salvezza”.

“La nostra Repubblica tutela la salute sia quale diritto fondamentale dell’individuo sia come interesse della collettività, mentre la nota firmata dal direttore sanitario dell’ospedale Maria Vittoria di Torino decide autonomamente di cancellare questa norma: segnalare polizia locale e identificare gli stranieri arrivati in ospedale se privi di documento di identità non solo è una violazione inaccettabile della legge contro gli individui malati a cui, di fatto, viene impedito di curarsi ma, in una situazione di pandemia con alta contagiosità come quella in cui siamo, non curare tutti i malati rappresenta un pericolo insensato per tutta la nostra comunità” – è il commento di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Piemonte.

“Se quella nota è un’iniziativa estemporanea del Direttore, fatta magari per farsi notare dalla Lega al governo regionale, auspichiamo che ritiri immediatamente l’atto di cui evidentemente non ha compreso la complessità delle ricadute sulla sanità pubblica” – conclude Grimaldi.