Natale a Torino, racconti in piazza. Intervista con Teodora Trevisan

Torna come ogni anno (è il nono) l’appuntamento con i racconti di Natale della Neos Edizioni. L’antologia, curata come sempre da Teodora Trevisan, quest’anno è dedicata alle piazze di Torino e risponde al titolo di Natale a Torino, racconti in piazza.

Dentro trovano spazio 18 racconti e 18 piazze, più o meno conosciute di Torino (città, che in quanto a piazze, ha un bel po’ da raccontare). L’altro punto di contatto è ovviamente il Natale. Per il resto gli autori spaziano ampiamente tr temi e stili, dando vita ad un vario panorama di narrazioni. Trovate qui la recensione completa e l’elenco degli autori inseriti nella raccolta.

Teodora Trevisan ha risposto alle mie domande.

Torna la raccolta di racconti natalizi torinesi di Neos. Questa volta le storie sono incentrate sulle piazze di Torino. Come mai questa scelta?

Dopo la fortunata edizione dello scorso anno che aveva come tema i Musei di Torino, abbiamo pensato di parlare delle piazze della nostra città, luoghi fisici ma anche simbolici, ricchi di spunti e significati e che ben caratterizzano una città come Torino.

Come avete selezionato autori e piazze?

Abbiamo individuato una lunga lista tra le piazze più note e anche tra quelle meno conosciute che abbiamo sottoposto alla scelta dei nostri Autori. Anche quest’anno, tra gli Autori, a fianco ai “veterani” dell’Antologia, sono presenti delle new entry che hanno portato il loro contributo.

Quali sono i temi affrontati nei racconti?

La piazza ha fatto da sfondo a racconti dalle più varie sfumature, da quelle surreali a quelle storiche, da quelle sentimentali a quelle liriche che spesso hanno lasciato spazio a reminiscenze infantili.

Oltre ai racconti ci sono le interessanti schede di Miranda Fontana. Ce ne parli?

Le schede di Miranda Fontana rappresentano un’interessante complemento a ciascun racconto. Fontana ci fornisce una sorta di carta d’identità della piazza sotto il profilo storico e architettonico, arricchendola anche con curiosità e citazioni di fatti avvenuti.

Nella prefazione Caterina Schiavon parla del significto della piazza. Cosa significa per te “la piazza”?

La piazza, per me, è il luogo ideale del racconto, quello degli antichi cantastorie, luogo (pieno) di testimonianza o protesta, luogo (vuoto) di silenzi e contemplazione dei suoi contorni.

Sei curatrice della raccolta per la nona volta. Com’è cambiata Torino in questi anni?

Torino è diventata una città sempre più attenta alla qualità della vita. C’è una grande richiesta di cultura (che a volte viene disattesa), che rende la città dinamica e pronta a recepire nuovi stimoli.
Cultura, nuove tecnologie e inclusione sono le sfide che Torino dovrà affrontare per il futuro

Come ogni anno la raccolta ha anche un fine benefico. A chi andranno gli incassi delle vendite?

Come per gli anni precedenti gli Autori hanno devoluto i loro diritti d’autore alla Associazione International Help Onluss, che opera in zone del mondo in difficoltà socio-economica e in teatri di guerra.



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